Trekking da Alpe Plose/Bressanone a San Cipriano /Valle di Tires

dal 10 al 17 luglio 2016 -cai-senior di Varese

Siamo alla serata  per ricordare il trekking e , se possibile, fare un po' di festa. Io , a queste feste, durante gli ultimi 13 anni , ho sempre detto qualcosa. Non racconto, nei dettagli, il trekking ( lo ha già fatto Giampaolo col suo libretto di 31 pagine, molto utile). Cerco di cogliere gli aspetti caratteristici. Ora sono un po' a corto di argomenti perché ho già utilizzato macchiette, che sono diventati degli stereotipi.

Come quando ,esagerando un po' , dico che Virginia comanda e Renato obbedisce ( cosa può fare?). Marina è un po' sulla stessa scia, ma comanda in modo più soft. Però anche Mario obbedisce. Cristiana fuma troppo e ancora non si sa se le fa male per il sesso.

Marchirolo insegna il tedesco .Vi ricordate: "sei italiano? No, tedesco. Allora Wolkwagen! risposta: wademecum". Marchirolo, un mito, anche per la cura e la esibizione del corpo: cambio di mutandine e spalmatura completa di una crema discutibile come odore. Quell'odore che ha fatto dire a Rino che preferiva il puzzo degli scarponi...Rino parla poco, ma colpisce in modo sicuro: salta sulla seggiovia ,insieme a Rossi, e mi lascia a piedi. Vado a mangiare in un ristorante giusto a San Quirico d'Orcia ed è il primo a seguirmi.  Fa lo stesso con Sergio Rossi . Io arrivo tardi e mi devo accontentare di uno strapuntino a tavola.

E così via anche a Formello. Ho mescolato la via Francigena con il Trekking, perché alcune persone sono sempre le stesse, e anche il loro modo di fare è lo stesso.

Fra gli argomenti abusati, per colpa di Rossi ci sono anche: la famosa corda delle 3 Cime di Lavaredo; la mia prima e ultima esperienza sulla ferrata dei Piani d'Erna.

I casi sono due, ora: o continuiamo a ridere sulle solite banalità o tentiamo una digressione. Poi , alla fine, torno su alcuni aspetti del trekking.

Digressione

Questo è stato il mio 13esimo trekking, concluso. Il 14esimo potrei  iniziarlo ma non essere capace di terminarlo. Tutti i grandi atleti terminano la carriera all'apice...Un altro motivo per smettere potrebbe essere la considerazione che il 13 è un numero esoterico.

E composto da 1 e 3-

I cristiani credono che nel numero tre l'unità di Dio viva in eterno l'atto della creazione.

Dante utilizza il tre e i suoi multipli:

-inventa una strofa , che è una terzina, cioè 3 versi endecasillabi a rima A,B,A ecc...

-scrive una Commedia in 3 cantiche

-di 33  canti ciascuna

Forse la terzina allude alla presenza perpetua dell'atto della creazione.

Nella seconda terzina del terzo canto dell'Inferno ,Dante parla dei tre attributi di Dio nelle tre persone del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, cioè la "mirabile Trinitade".

("Giustizia mosse il mio alto fattore;/fecemi la divina potestate,/la somma sapienza e 'il primo amore"-cioè l'alto fattore è Dio. Dio ha tre attributi: divina potestate (Padre), somma sapienza(Figlio), e primo amore (lo Spirito Santo). Insieme realizzano il progetto, in questo caso,l'Inferno, la città dolente)

^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^

Se sommiamo 1+3= 4 . Col 4 si entra nel mondo della numerologia

La figura solida più semplice è il tetraedo, 4 facce. E' associato alla Terra , che a sua volta è legata ai 4 punti cardinali. L'anno è diviso in 4 stagioni. Ogni mese ha ,all'incirca, 4 settimane.

Ci sono 4 Vangeli che sono legati a 4 elementi fisici: al fuoco (Giovanni), all'aria (Luca), alla terra (Matteo) e all'acqua (Marco).

Nella religione ebraica il 4 è il tetragamma, 4 lettere che compongono il nome di Dio: YHWH.  Sacre al punto che nessuno può pronunciarle.

Bach aveva una predilezione per il numero 14, che si può separare in   1 e 4) .Se diamo ad ogni lettera dell'alfabeto  un numero in progressione (A=1, B=2...), il nome  di Bach risulta in totale 14 (B 2, a 1, c 3 e h 8= 14).

Bach ha scritto l'arte della fuga in 14 fughe.

A Lipsia c'era una società che voleva dimostrare i legami fra matematica e musica. Ci entra anche Bach come 14esimo membro. Entra  , facendosi fare un ritratto con 14 bottoni d'argento

Basta!!
^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^

ORA qualche considerazione sul trekking.

Lunedì 11 luglio piove forte , ma siamo tutti nel rifugio.

Il giorno dopo ci sono due cimette da fare.  Qui avviene una separazione fra debolezze e forze in campo. Chi non ce la fa resta in rifugio . Gli altri si dividono in due gruppi: quelli bravissimi vanno alla cima Putia più alta; quelli bravi ma non tanto alla cima più bassa; un terzo gruppetto rinuncia e torna indietro da metà strada.  I due gruppi hanno preso la gloria ma anche tanta acqua ,grandine e vento fortissimo.

Quindi, dal punto di vista contabile , abbiamo già tre gruppi di potenzialità diverse. Si ritorna al tre di prima, della Trinità. Solo che per noi la divisione in gruppi  è un problema, mentre per la Trinità uno e Trino sono la stessa cosa, che crea sinergia.

Ma non finisce qui. Il giorno dopo si formano altri due sottogruppi di alpinisti ,  gruppo quattro e cinque.

Prima dico chi c'era dentro questi  due gruppi che riescono ad arrivare per miracolo in cima alla Forcella de Mesdi a 2600  metri. Giampaolo , a pagina 14 , racconta con esattezza i dettagli.  

Il primo gruppo è composto da Sauro e Mario con l'assistenza spirituale di Marina che resta indietro per puro spirito umanitario. E Roberto che mi segue come un ombra, solo che l'ombra è leggera e io  invece ho i passi sempre più pesanti. Però in discesa riprendo , volo e arrivo primo.

Pochi metri più sotto c'è il gruppo di Gramigna,Giuseppe e Alfonso. In montagna, in quelle condizioni ( senza mangiare,con grandine,pioggia,freddo e terreno franoso) anche pochi metri fanno la differenza . Noi, fra i peggiori, siamo più bravi di loro e ci teniamo a restare un gruppo distinto.

Sommati ai tre gruppi del giorno prima siamo a 5 gruppi, all'interno di un Cai-senior che ,in occasione del trekking , è compatto a parole, ma sgranatissimo sul terreno.

Unica parvenza di "soccorso alpino" è rappresentata da Pallaro che scruta dall'alto. Non dà segni idi insofferenza, cioè non dice : " ma quanto  ci mettete!"

E Bellarmino. Bellarmino è pericoloso perché ha il telefono satellitare, ancora nuovo. Vorrebbe provarlo, telefonare per chiedere assistenza a valle. Nega , ma sono sicuro che guardava sperando che ce ne fosse l'occasione. Speriamo che non porti sfortuna ! Se davano retta a me , potevamo sverginare il telefonare 2 settimane prima e avevamo eliminato un pericolo. Invece , neppure pagando, mi hanno fatto telefonare. E quel che è peggio non hanno capito nulla!

Un'altra considerazione a latere. Il gruppo più scadente, cioè quello dietro di noi, è composto da tre alti rappresentanti del "cerchio magico di San Fermo e affini". D'accordo che Gramigna era caduto e aveva male alla pancina,  il che non aiuta. Non vorrei però che fosse l'inizio dello sgretolamento del cerchio di Pallaro e magari finisce come è successo a Bossi.

Resta da dire che il Consiglio, onnipresente al trekking, non deve solo affermare che siamo un gruppo compatto. Deve anche prendere atto del'esistenza di 5 sottogruppi. Come farà a tenere tutti insieme?

Non affidate a Bellarmino la ricerca della soluzione perché si rischia di scivolare su una buccia di banana.

In teoria basta regolare il passo del primo sulla lentezza ( e le soste) dell'ultimo.

Sento già le obiezioni dei super-bravi: dovete impegnarvi di più ( anche se sei agli sgoccioli?)

Oppure due trekking? In periodi diversi.

Oppure nello stesso periodo, ma con un percorso facile e uno difficile?

A me sembrano tutte banalità, perché nel caso della Forcella di Mesdì bastava che Renato avesse obbedito a Virginia che diceva di mangiare e io avrei fatto la salita in velocità, invece ero sfinito per la fame.

Sono sfortunato: ho iniziato dicendo che Renato obbedisce sempre a Virginia. Chiudo dimostrando il contrario ( ma è la prima volta che   Renato disobbedisce. Si vede voleva provare l'ebrezza di fare come gli pare.