GITA DI GIOVEDI' 17 NOVEMBRE AL "DENTE DELLA VECCHIA" IN SVIZZERA
 

La gita  mi ha sorpreso non solo  perché   è stata bella  , ma sopratutto per lo standard al quale ci aveva abituato Sergio Rossi, oggi capogita. Peccato per il sole che non  si è fatto vedere e il freddo umido. Stiamo parlando dell'itinerario "Denti della vecchia", percorso dai senior, cioè da vecchi , chi più chi meno. C'è quindi una coincidenza fra il nome e il fatto. I latini dicevano: nomen omen ( che si può tradurre anche come " il nome è un presagio").

Per continuare con un' altra metafora, dobbiamo menzionare quello che hanno fatto in Nuova Zelanda per proteggere il Monte Taylor , una cima di 1200 metri, vicino ad Albuquerque, abitata dal popolo Zuni. Hanno dato alla montagna la personalità giuridica , cioè la considerano giuridicamente una persona per proteggerla dal rischio sventramenti per sfruttare le risorse minerarie. Per i nativi la montagna dà la vita,proprio come una donna, le nevi che si sciolgono sono il sangue che nutre le piante e animali, i metalli sono la sua carne. E nel profondo la montagna ha anche un cuore che batte. Può anche essere considerata superstizione. Comunque così la montagna viene protetta.

A noi interessa solo una parte del fisico   umano della montagna: i denti , perché noi siamo andati  a" i denti della vecchia".

I denti canini sono un po' grandi , come avete potuto vedere. Sono ravvicinati ,  con altezze diverse .

Stupisce poi che ci sia una serie di premolari   (  rocce isolate, ma non grandi) e una serie di molari ( rocce isolate ma molto grandi) che sono a distanze notevoli dai canini.

E' come se una bocca umana fosse stata investita da un Tir e i denti si fossero sparsi dappertutto.

Oppure, in modo meno traumatico, può assomigliare a una bocca di bambino che ha perso i denti di latte: le famose finestre in bocca.

Il rifugio era chiuso. Siamo rimasti il tempo strettamente necessario per mangiare e poi via perché faceva freddo-umido.

Pallaro è salito sul tavolo per comunicare i programmi previsti a breve scadenza.  Sono salito  anch'io abusivamente sullo stesso tavolo ( ma d'altra parte non c'è mai stato il buon gusto di dare la parola al popolo senior che vuol dire qualcosa) per parlare bene della gita di Sergio Rossi.

La folla eterodiretta dai walkie-talkie  si agita a comando contro di me : parla il capo tutti zitti , sembrano plagiati. Parlo io che non sono un capo ma uno del popolo, cioè del gregge  , scatta la canea (pilotata?)  . Perché sono tutti per il grande capo?

Mi fanno pensare a gente che non ha una spina dorsale propria, ma ha bisogno del capo che pensa per loro, come il gregge ha bisogno del pastore.

Se avete pensate migliori  a questo proposito , fatemelo sapere.

Rientro scivoloso con le solite foglie di faggio che non ti fanno vedere dove metti i piedi.

Ora abbiamo i riti conclusivi del pranzo sociale e della messa.

Per ripartire vergini ma più vecchi da febbraio, magari con qualche dente in meno  sia per i sessantenni ( che sono vecchi ) sia per gli ottantenni ( che sono un po' più vecchi),

Bravo sergio , capogita, continua su questo livello. Quello che mi preoccupa è che se tu hai copiato oggi , la bella gita di oggi resterà un unicum e a febbraio torneremo alle tue solite gite tipo quella dalla Schiranna al Volo al Vela.

sauro

17 novembre 2016