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 8 Gita - Giovedì 22 marzo Armeno – Luciago – Monte Falò – Coiromonte - Armeno

Giovedì, 22 Marzo 2018, 0:00

 

 

 


 

8a Gita - Giovedì 22 marzo

Armeno – Luciago – Monte Falò – Coiromonte - Armeno

Ritrovo: Cimitero di Azzate ore 6.45; partenza ore 7.00

Mezzo di trasporto: Auto proprie

Difficoltà: E

Tempo di percorrenza: ore 5.30 (escluse le soste).

Dislivello: 700 m. in salita e discesa (comprensivi dei saliscendi).

Tipo d’escursione: Anello.

Km stimati: 17,500

Equipaggiamento: di media montagna, necessari gli scarponi, consigliati i bastoncini.

Accompagnatori: Valli Giacomo – Valli Maurizio

Quote: Soci 9.00 €; non Soci 17.00 €

Percorso stradale: Azzate (Cimitero) – Vergiate – Autostrada E62 per Gravellona – Uscita Arona verso Arona – Svincolo per Borgomanero – Gozzano – Armeno (Parcheggio al cimitero di Armeno).

Itinerario: Lasciato il mezzo di trasporto vicino alla chiesa e il cimitero di Armeno (430 m. slm) si va a piedi  in piazza per vie interne si prende la Provinciale per il Mottarone, giunti all’Asilo, si imbocca  il sentiero che  parte perpendicolare alla strada, segnavia VR1, e qui con pendenze giuste da mulattiera si risale fra boschi prati ed alpeggi, in circa un’ora fino al pianoro a lato della strada  dove è posto il piccolo Santuario Mariano di Luciago (915 m. slm) sosta.

La piccola chiesa di stile eclettico probabilmente ottocentesca sorge sulla precedente cappelletta votiva il cui affresco  della crocifissione è ora  incorporato nell’abside, successivamente nell’ampliamento della navata di sinistra è  stato collocato un secondo altare dedicato alla natività di Maria, ed  è appunto a settembre in corrispondenza di detta festività che da tutte le frazioni di Armeno giungevano a piedi o addirittura in processione gli abitanti del posto, un po’  per devozione, un po’ per una scampagnata con relativa colazione al sacco.

Dopo la sosta e breve visita della chiesa, si attraversa la provinciale e a 50 metri sulla destra si inforca lo sterrato verso la località Cortano, la strada prosegue pianeggiante nel bosco costeggiando alpeggi trasformati in moderne strutture agricole o ville private, poi  il percorso si restringe, diventando un sentiero che tortuoso affianca in saliscendi il pendio ora nei boschi ora nei prati attraversando piccoli ruscelli.

Proseguendo si giunge all’Alpe Marigior (934 m.) poi su un sentiero affiancato da frassini secolari, per pascoli arriveremo all’Alpe Farfossa. Da qui è visibile la piccola cappella-rifugio di Cortano  posta sulla strada del  Mottarone a una cinquantina di metri di quota sopra di noi, la ignoreremo proseguendo a destra su un  sentiero che con brevi saliscendi e 2 piccoli salti di roccia senza pericoli, ci condurrà alla sella del costone che collega il Mottarone al Monte Falò.

Presso detto crocicchio è  posto un tabellone con cartina, oltre a un palo con  cartelli segna via e due panchine, noi senza indugiare  andremo verso Sud per l’ampio sentiero che sale fino a giungere ai piedi del pratone che sale  deciso verso il Monte Falò  o meglio Tre Montagnette, così come le chiamano la gente del posto.

Il pascolo è aperto e solatio, il paesaggio è  mozzafiato con un orizzonte di 360 gradi senza ostacoli in nessuna direzione. A Sud  ai  piedi della montagna si snoda la valle boscosa della Agogna  si vedono i ridenti abitati di Sovazza  in fondo e Coiromonte, più in alto, di là della valle poi  la cresta dei modesti monti del Vergante costellati da una miriade di piccoli alpeggi  che la rendono simile a un Presepe, oltre la cresta ecco la pianura che sembrerebbe infinita  se non fosse limitata in lontananza dagli  Appennini, a Est il Lago Maggiore e i laghi del Varesotto, con sullo sfondo le montagne comasche, poi a Nord-Est si stagliano  i monti confinali verso il Canton Ticino che si collegano poi verso Nord coi monti della Valgrande e dell’Ossola, da qui in  poi parzialmente celati dalla massiccia mole del Mottarone, finito  il quale appare a Nord-Ovest  il Monte Rosa, ci sembrerà di toccarlo, infine a  Ovest ecco il Lago d’Orta con tutti i suoi paesi e sulla sponda occidentale il pendio che risale fino al passo della Colma da dove la stradai discende a Varallo. Poi più in alto un nuovo ordine di creste scende dalla  Valsesia verso il Biellese per sfumare di nuovo in pianura.

Dopo questo giro antiorario non ci girerà la testa, ma forse in gola ci salirà consolatorio un sospiro.

La prima Montagnetta è la più alta con quota certificata dal caposaldo dell’Istituto Geografico Militare di 1081 m. slm, qui collocato. Ci fermeremo a consumare il pranzo al sacco su una delle tre cime a scelta nell’ampio spazio a disposizione. Poi si scende a Coiromonte per un agevole sentiero carrozzabile, altrettanto panoramico, che prima dell’abitato si addentra in un bosco di larici e infine giunge in paese 841 m.slm, qui dopo una sosta, se avremo tempo potremo visitate nella corte di “Ca’ d’là Val” una caratteristica “Gra’” cioè  l’essicatoio delle castagne che ai tempi serviva anche da rustica cucina nei mesi invernali. Poi  attraverseremo  il paese passando per il caratteristico lavatoio, successivamente lasciato alle spalle il cimitero imbocchiamo la provinciale che scende ad Armeno e la percorriamo per circa un chilometro fino alla Chiesetta  di San. Giuseppe, da qui tenendo la sinistra un sentiero un poco sconnesso detto “La Costa”  su cui incontreremo una cappella votiva con dedica, ci porterà  ad Armeno. Attraversato il paese giungeremo al punto di partenza. Prima di partire  forse sarà  possibile visitare la chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta, monumento dell’XI-XII  Secolo, capolavoro del romanico, corredato all’interno da interessanti affreschi, di cui uno, il più strano con la rappresentazione della S.S. Trinità consistente in un Cristo tricefalo.

 

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