Mese precedente Giorno precedente Prossimo giorno Prossimo mese
Per Anno Per Mese Per Settimana Oggi Cerca Salta al mese

  Scarica il file iCal

 

Category Image

 LA VIA FRANCIGENA: DA SIENA A BOLSENA IN 5 TAPPE

Sabato, 28 Aprile 2018, 0:00

Mercoledì, 02 Maggio 2018

 Luogo  : Toscana

 

 


 

Nell’Alto Medioevo, attorno al VII secolo, i Longobardi contendevano il territorio italiano ai Bizantini. L’esigenza strategica di collegare il Regno di Pavia e i ducati meridionali tramite una via sicura portò alla scelta di un itinerario che valicava l’Appennino in corrispondenza del Passo della Cisa, e dopo la Valle del Magra si dirigeva verso Lucca. Per non avvicinarsi troppo alle zone in mano bizantina, il percorso proseguiva per Siena, e quindi attraverso le valli d 'Arbia e d’Orcia, raggiungeva la Val di Paglia e il territorio laziale, dove si immetteva nell’antica Via Cassia diretta a Roma. Il percorso, che prese il nome di “Via di Monte Bardone” (antico nome della Cisa), non era una vera e propria strada nel senso romano del termine. Infatti, dopo la caduta dell'impero, le antiche tratte consolari caddero in disuso, ed i selciati romani lasciarono gradualmente il posto a fasci di sentieri, e piste, che si allargavano sul territorio per convergere in corrispondenza dei centri abitati o degli ospitali che davano alloggio per la notte, o presso passaggi obbligati come valichi o guadi. Più che di strade si trattava, quindi, di “aree di strada”, il cui percorso variava per cause naturali (straripamenti, frane), per modifiche dei confini dei territori attraversati e la conseguente richiesta di gabelle, per la presenza di briganti. Il fondo era lastricato solo in corrispondenza degli attraversamenti dei centri abitati, mentre nei tratti di collegamento prevaleva la terra battuta.

Quando la dominazione Longobarda lasciò il posto a quella dei Franchi, la Via di Monte Bardone cambiò il nome in Via Francigena, ovvero “strada originata dalla Francia”, nome quest’ultimo che oltre all’attuale territorio francese comprendeva la Valle del Reno e i Paesi Bassi. In quel periodo crebbe anche il traffico lungo la Via che si affermò come il principale asse di collegamento tra nord e sud dell’Europa, lungo il quale transitavano mercanti, eserciti, pellegrini.

Verso l’anno mille la pratica del pellegrinaggio assunse un’importanza crescente. I luoghi santi della Cristianità erano Gerusalemme, Santiago de Compostella e Roma, e la Via Francigena rappresentò lo snodo centrale delle grandi vie della fede. I pellegrini provenienti dal nord percorrevano la Via per dirigersi a Roma, ed eventualmente proseguire lungo la Via Appia verso i porti pugliesi, dove s’imbarcavano verso la Terrasanta. È grazie ai diari di viaggio, e in particolare agli appunti di un illustre pellegrino, Sigerico, che possiamo ricostruire l’antico percorso della Francigena. Nel 990, dopo essere stato ordinato Arcivescovo di Canterbury da Papa Giovanni XV, l’Abate tornò a casa annotando su due pagine manoscritte le 80 mansioni in cui si fermò a pernottare. Il diario di Sigerico viene tuttora considerato la fonte itineraria più autorevole, tanto che si parla di “Francigena di Sigerico” per definire la versione più “filologica” del percorso.

Il nostro itinerario percorrerà in 5 tappe uno dei tratti riconosciuti come più suggestivi della Via Francigena di Sigerico, con qualche variante per tenerci lontani dalla Via Cassia che, se nel medioevo era percorsa da molti viandanti e pochi carri, ora è affollata da autovetture ed autocarri!

Di seguito si propone una breve sintesi delle tappe che percorreremo: per maggiori dettagli sui luoghi attraversati si rimanda al sito www.viefrancigene.org.

Tappa 1  - Partenza: Siena – Arrivo: Lucignano d’Arbia

Distanza: 22,5 km – Dislivello: in salita 180 m -  in discesa 260 m

La suggestione delle Crete Senesi in una bella giornata di sole potrebbe rendere questa tappa indimenticabile: i dolci crinali della val d’Arbia, percorsi da interminabili strade bianche, i cipressi, il verde acceso della primavera ed all’orizzonte il profilo di Siena.

Arrivati a Siena con l’autobus di linea da Firenze, raggiungeremo il nostro punto di partenza ufficiale: la Croce del Travaglio, vicino alla piazza del Campo. Da qui transiteremo attraverso la Porta Romana ed usciremo dalle mura della città, dirigendoci verso la Certosa di Maggiano (km 2,2); passate due frazioni 4 km di discesa su strada poco trafficata ci daranno delle belle vedute su Siena. Dopo circa 10 km di cammino si perviene alla zona industriale di Isola d’Arbia. Superata la stazione ed attraversata la Cassia, il paese ci accoglie con una fontana pubblica con acqua liscia e gassata. Usciti dal paese si prosegue per strade a tratti bianche, a tratti asfaltate, circondate da campi di grano, verso la fattoria fortificata di Grancia di Cuna, in fase di restauro. Si procede in direzione della frazione di Quinciano; da qui abbandoniamo la Via per dirigerci a Lucignano d’Arbia, dove pernotteremo presso l’Hotel Borgo Antico.

Tappa 2 – Partenza Lucignano d’Arbia – Arrivo San Quirico d’Orcia

Distanza: 34 km - Dislivello: in salita 560 m - in discesa 340 m

Risalendo la val d’Arbia tra campi di grano ed i pregiatissimi vigneti del Brunello di Montalcino, con lo sguardo diretto verso il monte Amiata, lontano all’orizzonte.

Ritornati sui nostri passi fino a Quinciano, seguiamo il percorso accanto alla linea ferroviaria fino a raggiungere Ponte d’Arbia. Si procede per strade bianche, passando i poderi Poggiarello e Bellagatta e si ritrova l’asfalto, insieme con la via Cassia, entrando nel paese di Buonconvento, magnifico complesso fortificato che attraverseremo entrando dalla Porta Senese ed uscendo dalla Porta Meridionale. Si punta dapprima verso sud, si attraversa la Cassia e si procede per strade sterrate in direzione di Montalcino. Qui i vigneti si sostituiscono ai campi di grano; il percorso procede per saliscendi fino all’abitato di Torrenieri. Si procede sul percorso asfaltato della vecchia Cassia, con tratti protetti e poco traffico. Raggiunto il Podere Palazzo, e procedendo per sterrati, un’ultima salita, di circa 200 m di dislivello, ci conduce a San Quirico d’Orcia, dove possiamo visitare la collegiata dei santi Quirico e Giulitta.

Arrivati a San Quirico dovremo percorrere ancora circa 2 km dal centro del paese per raggiungere l’agriturismo Cantagalli, dove potremo rifocillarci con una grigliata.

Tappa 3 - Partenza San Quirico d’Orcia – Arrivo Radicofani

Distanza 30,5 km – Dislivello: in salita 950 m - in discesa 550 m

Camminiamo nell'incanto dei panorami della Val d'Orcia, in un ambiente che con il procedere dei nostri passi diventa sempre più selvaggio. Ancora nel XVIII secolo il passaggio da Radicofani era vissuto dal viaggiatore con inquietudine e come uno dei più severi del percorso.

Si procede direttamente dall’agriturismo, che si trova lungo la Via, per strada bianca in direzione di Vignoni Alto, un villaggio fuori dal tempo che preannuncia Bagno Vignoni, con la sua la straordinaria piscina termale in piazza, utilizzata anche dai pellegrini di un tempo.  Usciti dal paese si scende al ponte in legno sull’Orcia, e si procede per il paese di Castiglione d’Orcia, un nucleo di case in pietra con strade selciate in salita dominate dalla rocca.

Si continua su strade a tratti asfaltate ed a tratti bianche; lungo il percorso sono presenti alcuni facili guadi che speriamo di trovare asciutti. In alcune porzioni il percorso ricalca il tracciato dismesso della via Cassia. Alle Briccole incontreremo i resti di un antico “ospitale” per pellegrini. La lunga e faticosa salita verso Radicofani comprenderà un tratto lungo la trafficata via Cassia, ed un tratto lungo la SS478.

Radicofani è un antico borgo, dominato dalla torre di cui un tempo fu signore Ghino di Tacco, nobile senese dedito, con i suoi masnadieri, alla rapina dei viandanti. Qui sosteremo, come dei veri pellegrini, nell’ostello comunale.

Tappa 4 - Partenza Radicofani – Arrivo Acquapendente

Distanza 34 km – Dislivello: in salita 600 m - in discesa 780 m

All’antico confine tra Granducato di Toscana e Stato della Chiesa si osserva una profonda trasformazione del paesaggio: l’ordinata campagna toscana lascia campo a versanti più aspri e ripidi a pascolo, con bassa macchia, a volte con greggi di pecore. All’orizzonte svetta il cono vulcanico del monte Amiata con le sue verdi foreste.

Da Radicofani si procede in discesa per 9 km sulla vecchia Cassia sterrata con vista su aridi pascoli e calanchi. A Ponte a Rigo si incontra la Cassia moderna; il tracciato principale della Francigena si sviluppa lungo la strada statale praticamente fino alla fine della tappa; noi, per evitare di camminare pericolosamente a fianco di una strada trafficata, seguiremo invece la panoramica variante di Proceno. Si procede dapprima lungo la SP20, poi per strade sterrate che collegano varie fattorie e poderi. Si arriva al paese di Proceno, di origine etrusca, che si attraversa interamente; uscendone si riprende la SP52, fino ad arrivare nei pressi del ponte sul fiume Paglia, da cui inizia la risalita verso Acquapendente, interessante cittadina medioevale.

Il nostro percorso non è però finito, dovremo camminare ancora quasi 2 km per arrivare all’agriturismo Il Sentiero, dove pernotteremo.

Tappa 5 - Partenza Acquapendente – Arrivo Bolsena

Distanza 24 km – Dislivello: in salita 260 m - in discesa 290 m

Siamo nella Tuscia, alle pendici dei monti Volsini; il nostro sguardo potrà rimirare, tra vigneti ed uliveti, il bordo del cratere che digrada nel limpido lago di Bolsena.

Risaliti dall’agriturismo al paese di Acquapendente, seguiamo dapprima la via Cassia per poi passare alla viabilità minore, prima asfaltata e poi sterrata. Si procede nella piana coltivata fino alle case di San Lorenzo Nuovo, un borgo di ispirazione illuminista, con una bella piazza ottagonale. Usciti dal paese e superata la Cassia, si procede per sentieri nel bosco fino alla strada della Roccaccia, che serpeggia tra campi e casali con vista sul lago di Bolsena. Superato l’agriturismo Podere Nuovo inizia la discesa verso il Castello di Bolsena, da cui si procede verso la cittadina, dove si trova la basilica di Santa Cristina con le sue catacombe.

Terminata la visita di Bolsena, un pullman ci porterà alla stazione di Orvieto, dove prenderemo il treno che ci riporterà a casa.

  • Viaggio: in treno e con mezzi pubblici.
  • Quota di partecipazione: soci 335, non soci € 380
  • Informazioni ed iscrizioni: Roberto Andrighetto entro il 6 aprile.
  • Caparra/acconto per l’iscrizione: 130 euro.
  • Numero massimo di partecipanti: 22.
  • Attrezzatura e abbigliamento: da escursionismo. Necessari sacco lenzuolo ed asciugamani per il pernottamento in ostello.
  • Difficoltà: E. Il percorso non ha difficoltà tecniche, a parte alcuni possibili guadi; data però la lunghezza delle tappe ed il notevole impegno fisico richiesto la partecipazione sarà ristretta a chi potrà attestare un adeguato grado di allenamento.

ATTENZIONE: ISCRIZIONI ENTRO E NON OLTRE IL 6 APRILE

 Contatto : Roberto Andrighetto

Escursionismo