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 Mini Trekking Rif. Santa Rita – Pizzo 3 Signori (da Pian delle Betulle) (LC)

Giovedì, 27 Settembre 2018, 0:00

 

 

 


 

34a GITA – Mercoledì 26 - Giovedì 27 settembre

Mini Trekking Rif. Santa Rita – Pizzo 3 Signori (da Pian delle Betulle) (LC)

Ritrovo: Cimitero di Belforte ore 6.00; partenza ore 6.15.

Mezzo di trasporto: Auto proprie.

Difficoltà: E/EE per la salita al Pizzo 3 Signori.

Equipaggiamento: Di montagna (adatto alla stagione), scarponi, consigliati i bastoncini.

Accompagnatori: Pallaro Sergio - Plebs Alfonso

Quote: Soci 20.00 €; non Soci 28.00 € (Da aggiungere la mezza pensione al Rifugio Santa Rita al costo di € 45.00).

I Giorno: Pian delle Betulle – Rif. Santa Rita

Tempo di percorrenza: ore 6.00

Dislivello: 530 m.

Difficoltà: E

Percorso Stradale:  Varese – Autostrada A8 poi A36 (Pedemontana) – Uscita 15 Lentate sul Seveso – Strada statale 36 del lago di Como e dello Spluga – Uscita Varenna/Perledo/Bellano – Casargo – Pian delle Betulle.

Descrizione itinerario escursione: Dal Pian delle Betulle si raggiunge l’Alpe Ortighera e, lasciando a destra la diramazione per l’Alpe Oro, si arriva alla sella del Canton Grande o del Lares Brusaa (1707 m) dov’è una cappelletta votiva. Si prosegue immergendosi a tratti in un bosco di larici e di ontani fino alla Bocchetta di Olino, dopo la quale il sentiero dirama a sinistra per l’Alpe Dolcigo. Si contorna la testata della Val Marcia, si sale alla Bocchetta di Agoredo e si giunge alla Bocchetta di Ombrega, sempre per saliscendi fino a pochi anni fa prativi. Adesso bisogna farsi largo tra gli infestanti boschetti di ontano che stanno progressivamente invadendo i pascoli. Gli alpigiani li chiamano «morosoi» e un tempo venivano distrutti nella prima fase di crescita dallo stesso bestiame che ne gustava i teneri germogli. E con loro avanza l’ancora più infestante rododendro, vero flagello dei pascoli alpini, che qui chiamano dispregiativamente «cagamucc». Si continua seguendo la linea di cresta del Pizzo Cornagiera, si supera il Passo dei Laghitt (sentiero per la Val Varrone) e il Boecc del Ratt (sentiero per la Val Biandino), e per la costa del Dente si arriva al passo della Cazza che collega la Val Biandino alla Val Varrone. Qui sono più evidenti le tracce della millenaria attività estrattiva: qualche muro a secco, l’ingresso di qualche galleria, il Rifugio Santa Rita che sorge là dove esistevano le baracche dei minatori, ricordano, con immediatezza, gli abbandoni e gli isolamenti invernali ai quali i «fraini» erano costretti. È qui che il significato del tracciato va al di là della pura e semplice ammirazione di un paesaggio, peraltro molto bello, con accentuate caratteristiche alpine, spaziando in direzione delle Grigne, verso le Alpi occidentali con il Monte Rosa e nella direzione del Legnone e del Pizzo Alto sulle Alpi centrali con il Pizzo Badile, il Bernina e il Disgrazia.

II Giorno: Rif. Santa Rita – Pizzo 3 Signori

Difficoltà: E/EE per il sentiero di Piazzocco e il tratto finale per la cima.

Descrizione itinerario escursione: Subito davanti al Rifugio Santa Rita un cartello indicatore segnala Bocchetta di Piazzocco e Pizzo dei Tre Signori, l'importante è seguire bene il sentiero che si inerpica sul dosso a sinistra per poi traversare in leggera discesa e poi in piano tra arbusti tagliando la cresta del versante della Val Varrone, si lascia sulla sinistra la deviazione che porta al Rifugio FALC, il sentierino stretto e in molti passaggi un po’ esposto, si tiene risalendo sempre sul versante Varrone, in alcuni punti affacciandosi sulla valle Biandino, in altri passaggi occorre aiutarsi con facili catene fino a dover prestare attenzione a non perderlo, sbuca infine dopo un ultimo tratto ripido ad una selletta, ci si porta in breve, tagliando prati a raggiungere la Bocchetta di Piazzocco (2237 m), il sentiero qui si congiunge con quello normale di salita proveniente dal Rifugio FALC o dalla Val Gerola. Ora si prosegue con un alternarsi di tratti che superano dossi. Si arriva così ad una specie di piccola piana, di fronte l'ultimo tratto ripido per afferrare la cima.

Seguire alcune dei tanti segni di passaggio della meta molto frequentata tra i ripidi sfasciumi o rintracciare le bandierine dipinte sulle roccette, procedendo a zig zag sull'ultima decina di metri, queste si portano sul lato sinistro rispetto alla grande croce in ferro della cima (2554 m).

Ampio e suggestivo panorama, nelle giuste giornate. Per la discesa si può ripercorrere lo stesso itinerario di salita fino al crocevia della bocchetta Piazzocco e, volendo compiere un diverso giro, si prosegue in discesa, senza deviare, al Rifugio FALC, con il bel lago d'Inferno sul lato e arrivando già in vista del Rifugio alla selletta di Varrone (2120 m) da qui abbassandosi nella Val Varrone si incrocia il sentiero che traversando tutto il lato sinistro della valle - senso di marcia - riporta al Rifugio Santa Rita.

 

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