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 La via storica della gola del Piottino e Percorso del monte Piottino (le vie storiche del Canton Ticino) (CH)

Giovedì, 18 Ottobre 2018, 0:00

 

 

 


 

37a GITA – Giovedì 18 ottobre

La via storica della gola del Piottino e Percorso del monte Piottino (le vie storiche del Canton Ticino) (CH)

Ritrovo: Piazzale Stadio ore 6.30; partenza ore 6.45.

Fermate: Cimitero di Belforte ore 7.00.

Mezzo di trasporto: pullman.

Difficoltà: E.

Dislivello: salita 550 m; discesa 550 m.

Tempo di percorrenza: salita ore 3.30; discesa ore 2.30.

Tipologia: Anello.

Equipaggiamento: di media montagna (adeguato per la stagione), scarponi, consigliati i bastoncini.

Accompagnatori: Stefano Barisciano Pallaro Sergio

Quote: Soci € 14.00; non Soci € 22.00.

Percorso Stradale: Varese – Gaggiolo – Mendrisio autostrada verso il Gottardo – uscita a Quinto – Rodi Fiesso.

Note di interesse generale: Intorno al 1200 la strada del Gottardo incominciò a diventare una via di comunicazione sempre più importante tra il Nord e il Sud dell’Europa. La posizione strategica del valico e la sua centralità nell’arco alpino, fecero sì che ben presto crescesse il suo peso economico, politico e militare. Personaggi illustri, mercanti e pellegrini percorsero questa strada che, a partire dalla seconda metà del XIV secolo, fu posta sotto il controllo dei Visconti dalla metropoli lombarda. La prima mulattiera completa che valica il San Gottardo risale al 1230. Nel 1237 lo “Statuto dei somieri di Osco del 5 Aprile” regolamentava le relazioni tra somieri e gestori delle soste. La Via delle Genti, così denominata, rappresentava un’attività economica di primaria importanza per i due versanti della montagna. Con l’apertura della nuova strada attorno al 1350, che sostituiva il percorso che passava dal Dazio Antico fu costruito un edificio munito di cancello per controllare i passaggi e la merce trasportata. Venivano riscossi i dazi sulla merce e i pedaggi sul numero di animali da soma o sulle persone in transito. Di questi introiti una parte chiamata “forletto” copriva i costi di manutenzione della strada. Nel 1441, quando il territorio era passato sotto la giurisdizione del Canton URI, fu costruito un altro edificio con funzioni di sosta e ospizio. Gli introiti del Dazio Vecchio e, a partire dal 1561, quelli del nuovo edificio “Dazio Grande”, erano molto importanti tanto che circa un terzo delle entrate del Cantone proveniva dal Dazio Grande. La mulattiera, anche se detta “strada romana” non è di epoca romana ma risale al 1350 circa e fu costruita dai Milanesi. Oggi sono ancora riconoscibili la struttura della strada e i muri a secco che sostengono alcuni tratti. La “strada romana” è una mulattiera e serviva a trasportare le merci sui muli o su altri animali da soma. Per costruire e mantenere agibili queste vie di transito gli sforzi erano enormi. A distanza di secoli, anche grazie a lavori di restauro, la struttura della strada è ancora visibile ed in parte percorribile. Infatti nella zona del M.te Piottino si può osservare un tratto di questa mulattiera; il tracciato che partiva nei pressi di Faido prosegue tortuosamente sul fianco destro della montagna fino al Dazio Vecchio, per poi continuare in due direzioni: una finisce nei pressi del Dazio Grande e l’altra va verso Prato Leventina. Questa antica via venne abbandonata nella seconda metà del XVI secolo con la costruzione della nuova strada nella gola.

Descrizione itinerario escursione: Per effettuare il percorso di questa escursione si parte da Rodi-Fiesso, località Dazio Grande, si percorrono le suggestive Gole del Piottino e arrivati al Ponte di Mezzo sul fiume Ticino si incontra la vecchia Strada Romana che, risalendo il M.te Piottino, ci porta fino all’abitato del Villaggio di Prato Leventina e alla bella Chiesa di San Giorgio che sovrasta il nucleo abitato. L’inizio della “strada romana” coincide  anche con il percorso del M.te Piottino  che, dopo la visita della Chiesa*, per sentiero prativo ci porterà fino alla Torbiera della Bedrina. Faremo il giro della Torbiera che si trova sulla parte alta del monte soffermandoci prudentemente su alcune balze boschive per ammirare il panorama sottostante.

Usciti dalla torbiera, poco distante, incontreremo la strada cantonale che porta a Dalpe e la percorreremo fino all’inizio del nucleo abitato; qui è posizionata la palina segnaletica che indica la direzione per Prato Leventina  che si raggiunge seguendo il lato opposto della valle. Prima di iniziare la discesa ci sarà la sosta per il pranzo. Dopo la sosta, per bella carrareccia sterrata, raggiungeremo Prato e da qui, su tratto asfaltato, si prosegue fino a Mascengo. Attraversato il centro della piccola frazione incontreremo il sentiero che in meno di mezz’ora ci riporta velocemente a Rodi-Fiesso.

                                                                                                                                                                                        La chiesa di San Giorgio è stata costruita nel sec. XVII su di una preesistente chiesetta romanica che si fa risalire al 1210; di questa chiesetta conserva il magnifico campanile romanico a sei piani. Sotto il portico esterno della Parrocchiale c’è un’interessante raffigurazione di San Giorgio, il drago e la principessa, opera di pittore anonimo situabile tra i sec. XV e XVI. È attorniata da un sagrato delimitato da un muretto di cinta in cui si inseriscono le cappellette della Via Crucis. Il portico laterale coperto caratterizza la chiesa e ricorda la sua funzione civile oltre che religiosa: serviva infatti per le riunioni della Vicinanza. Il campanile è da annoverare tra le più importanti costruzioni in stile romanico del Ticino.

 

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