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 32 GITA – Minitrekking nella riserva naturale del Monte Mars

Mercoledì, 18 Settembre 2019, 0:00

 

 

 


 

32a GITA – Mercoledì 18 settembre - Giovedì 19 settembre

Minitrekking nella riserva naturale del Monte Mars

Ritrovo: Cimitero di Azzate ore 6.30; partenza ore 6.45.

Mezzo di trasporto: Auto proprie.

Difficoltà: E

Tempo di percorrenza: Totale ore 8.00.

Dislivello: salita e discesa totale 1550 m.

Tipo d’escursione: Traversata.

Equipaggiamento: Di media montagna, scarponi, consigliati i bastoncini.

Accompagnatori: Bortoluzzi Angelo

Quote: Soci € 15.00 (Va aggiunto il costo della funivia € 7.50 e del Rifugio Barma a pensione completa € 60.00).

Percorso Stradale: Da Azzate verso Vergiate ove imbocchiamo la A26 uscita a Romagnano – si prosegue sulla SP299 fino a Romagnano, quindi si imbocca la SP142  che lasciamo poco prima di arrivare a Biella e prendiamo la SP300 fino a Biella. A Biella prendiamo la SP144 che ci porta ad Oropa dove l'ampio posteggio della funivia ci consente di lasciare la macchina.

Note generali: Il trekking ha un solo punto critico  il breve tratto esposto dopo il monte Camino. Questo tratto è in cresta e si cammina su grosse pietre. Il sentiero è marcato ma a terra non c'è altro che pietre anche di grosso calibro. Siccome siamo in cengia consiglio a chi soffre in modo molto spiccato di vertigini, ha problemi con le ginocchia o ha un equilibrio non sempre stabile di valutare bene la partecipazione. Non voglio allarmare nessuno ma darvi tutte le informazioni per cui potere decidere. Chiedete pure liberamente al capogita se avete dubbi.

Descrizione Luoghi: Istituita nel 1993, la Riserva Naturale Regionale del Mont Mars si estende per 390 ettari sul versante orografico sinistro della bassa Valle del Lys.

Essa è situata nel territorio del comune di Fontainemore, alla testata del vallone solcato dal Torrente Pacoulla.

All'ingresso dell'area protetta si incontra il Lé dou Vargno (Lac Vargno) con il suo muraglione di sbarramento costruito nel 1916 da una società che intendeva sfruttarlo a fini idroelettrici. Successivamente, a causa di scarse garanzie di tenuta ed a seguito della tragedia del Vajont, il muro venne inciso per lasciare defluire le acque e riportarle al loro livello naturale.

La Riserva si sviluppa tra i 1670 m e 2600 m di altitudine, presentando una varietà di ambienti tipicamente alpini di notevole interesse:

  • boschi alternati ai pascoli
  • alle praterie alpine
  • dalle pietraie alle pareti rocciose
  • laghi
  • zone umide

Sito geologico di fama internazionale. In queste zone negli anni 50 dei geologi americani hanno trovato le prove fisiche che la teoria della deriva dei continenti era corretta.

Uno dei 100 siti dell'UNESCO in ambito geologico.

Se saremo fortunati potremo vedere la campanula excisa, variante endemica della comune campanula che presenta in forellino per ogni punta del fiore o incontrare la razza di vacche detta rossa alpina d'Oropa, quasi estinta.

Nelle giornate giuste è molto evidente il fenomeno delle correnti calde ascensionali che creano una barriera verticale di nuvole. Molto altro ancora ci aspetta calpestando quei luoghi conosciuti già dai romani per attraversare le Alpi.

Descrizione itinerario escursione:

I giorno: Rif. Savoia – Rif Barma

Arrivati ad Oropa prendiamo la funivia, che ci fa risparmiare 650 metri di dislivello, e ci porta al rifugio Savoia. La salita presenta spettacolari strapiombi. Se si soffre di vertigini meglio non guardare sotto. E una vista della vallata che porta a Biella. Arrivati al Savoia prendiamo il sentiero (D21) che ci porta al monte Camino. Sul percorso ci fermeremo brevemente allo spettacolare lago del Camino. Piccolo gioiello incastonato tra pareti verticali. Lasciata la cima del monte ci incamminiamo su un breve, circa 400 metri lineari, ma da affrontare con attenzione, traverso esposto. Questa sarà la maggiore difficoltà dei due giorni. Quindi ci avviamo seguendo il segnavia (2) verso il rifugio Barma. Questa discesa è a dir poco meravigliosa. Tutta fatta su pietre di scisto con inclusioni di mica che il sole rende luminose come pepite. E a seconda che siano semplici o abbiano inclusioni di ferro o altri minerali brillano al sole con colori diversi. Per chi ama la geologia uno spettacolo. Per chi ama la natura altrettanto. Basti pensare che gli scisti sono rocce molto antiche che si sono formate molto profondamente (> di 60 Km) e che ora sono riemerse per la subduzione della placca Africana con l'Indoeuropea. Nel tratto finale del percorso potremo vedere lo splendore e il rispetto della natura nella costruzione del rifugio che ci aspetta. Rifugio che raggiungeremo circa alle 13. Sul percorso ci sono alcune fontanelle a cui è possibile attingere per rifornirsi di acqua.

Difficoltà: E

Tempo percorrenza: 3.00 ore 

distanza: 4 km

quota max: 2360 m

dislivello salita: 520 m

dislivello discesa: 350 m

Nel pomeriggio non sono previste attività organizzate, ma i luoghi, il laghetto Barma a pochi metri dal rifugio e la possibilità di aggirarlo completamente a piedi consentirà di non annoiarsi.

II giorno mattina: Rif. Barma – lago Vargno – Rif. Barma

La mattina del secondo giorno, dopo la colazione, sempre seguendo il sentiero (2) in discesa ci avviamo verso il Lago Vargno. Lago artificiale abbandonato dopo la tragedia del Vajont per i timori che la tragedia aveva instillato nell'opinione pubblica. Nessun problema di stabilità ma diga molto vecchia. Noi faremo il periplo del lago che si trova a 1660 metri. Quindi tutti in discesa. Ma siamo in Valle D'Aosta per cui dobbiamo ritornare sui nostri passi seguendo un percorso diverso il segnavia (2a). Poiché torniamo al rifugio Barma sarà possibile fare escursione con uno zainetto leggero e lasciare lo zaino al rifugio.

Per chi vorrà sarà possibile pranzare al rifugio, per gli altri si potrà acquistare il sacchetto con i panini.

Difficoltà: E

tempo percorrenza: 3,30 ore 

distanza: 7,5 km

quota max: 2060 m

dislivello salita: 700 m

dislivello discesa: 700 m

II giorno pomeriggio: rif. Barma – rif. Savoia – Lago Mucrone - Oropa

Dopo il pranzo, che consiglio non pesante, ci rimettiamo in cammino per tornare verso il rif. Savoia che raggiungeremo in parte facendo un anello rispetto al percorso del giorno precedente. Sentiero agevole e senza alcuna difficoltà. Il percorso è abbastanza breve e con poco dislivello. Tenendo conto della camminata della mattina è una buona conclusione della giornata. Dal rif. Savoia su carrareccia molto ampia raggiungiamo il lago Mucrone che dista poche centinaia di metri dal rifugio. La parte conclusiva dell'escursione può essere fatta a piedi oppure si riprende la funivia. In base alla stanchezza e alle condizioni meteo decideremo come comportarci. Il dislivello in discesa dal rif. Savoia al posteggio di Oropa è di 650 m.

Difficoltà: E

tempo percorrenza: 1,30 ore

distanza: 3 km

quota max: 2250 m

dislivello salita: 280 m

dislivello discesa: 1100 m (450 m se con funivia)

 

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