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 Trekking di fine agosto - ANELLO DEL PIZZO EMET

Venerdì, 28 Agosto 2020, 8:00

Lunedì, 31 Agosto 2020

 Luogo  : Valle Spluga - SO

 

 


 

Sintetica descrizione dell'itinerario:

Il pizzo Emet si trova sul confine Italo Svizzero, tra Lombardia e Canton Grigioni  dove è chiamato Piz Timun. E’ la mggiore elevazione, con i suoi 3211 mt, di una costiera che divide le italiane Valle di Lei e Valle Scalcoggia e la svizzera Val Niemet . La macro zona di cui stiamo parlando è la Valle di San Giacomo o Valle Spluga. L’itineriario previsto ad anello si propone di percorrere le tre valli di cui sopra aggirando il pizzo e tutta la costiera collegata e formata, partendo da sud, dalle più importanti cime Pizzo Groppera, Monte Mater, Pizzo di Sterla,  l’Emet appunto,  il Piz della Palu e il Piz Miez;  tutti con altezza intorno ai 3000 mt.

Raggiunto in auto l‘abitato di Fraciscio, a poca strada da Madesimo,  lo si supera per raggiungere un parcheggio a quota 1440 mt e ci si incammina verso la prima tappa: il rifugio Chiavenna.  La meta si raggiunge percorrendo la Val Rabbiosa, inizialmente su strada serrata, poi su sentiero che si eleva dapprima dolcemente a lato del torrente per poi voltare a sinistra e risalire in modo più ripido il versante sud ovest della valle. Infine, traversando si giunge all’alpe Angeloga, dove giace l l’omonimo laghetto e il rifugio a quota 2040 mt.

Dislivello in salita: 700 mt.

Tempo di percorrenza: 2 h.

Il secondo giorno si percorre interamente la Valle di Lei per raggiungere il rifugio Baita del Capriolo. Dal rifugio Chiavenna, di nuovo in direzione nord est,  si sale per ripido sentiero fino a raggiungerne le rocce terminali dove un passaggio esposto e alcune catene permettono di raggiungere il Lago Nero. Superandolo sul suo lato sinistro e attraversando altri laghetti in breve si raggiunge la porta per la Valle di Lei: il Passo di Angeloga. Da qui inizia la lunga discesa che conduce alla meta del secondo giorno.  Dopo alcune ampie svolte, con un lungo diagonale si percorrono le pendici est del Pizzo Groppera fino a raggiungere  l’Alpe Mulacetto, do ve con discesa sulla massima pendenza, con alcuni stretti tornanti, ci si porta sulla carreggiabile che contorna il lago. La si percorre (è forse la parte più monotona del percorso) per circa 6 chilometri e, attraversando infine brevemente il confine Svizzero, di cui fa parte la diga, si torna in Italia. Procedendo diritti in direzione nord, in breve si raggiunge il rifugio.

Dislivello in salita – discesa: 360 mt. – 440 mt.

Tempo di percorrenza: 6/7 h.

Ci si incammina su pista sterrata nel  terzo giorno di escursione proseguendo in direzione nord  e si raggiunge in leggerissima discesa l’Alpe Motta, subito dopo la quale il sentiero aumenta la sua pendenza, entra in Svizzera attraverso la Val digl Uors e, sempre più ripido, conduce nelle gole della Val Ferrera. Parallelamente alla strada, e con il Reno di Ferrera alla destra, si giunge in prossimità dell’abitato svizzero di Innerferrera ( a 1479 mt. dove sarà possibile una sosta per dissetarsi) e prima di questo, passando sotto alla strada principale, si imbocca quella che inizia a salire la Val Niemet , sul versante nord del Piz Miez. Dopo alcuni tornanti il percorso prende la direzione della valle, quindi approssimativamente verso sud ovest. Si guadagna quota molto dolcemente, a momenti sul fondo valle, a momenti leggermente sollevati dal torrente, si passa accanto alle alpi Niemet, Cuort Viglia, Alp Sura, per raggiungere finalmente il confine Italiano al Passo di Niemet, a quota 2281 mt. Da qui, per facili balze erbose, si scende al Rifugio Bertacchi sulle rive del  lago di Emet, ultima tappa della giornata.

Dislivello in salita – discesa: 815 mt. - 495+113 mt.

Tempo di percorrenza: 7 h.

Il quarto giorno è quello del rientro;  si imbocca in discesa il sentiero classico di accesso al rifugio dalla valle Scalcoggia e si perde rapidamente quota con una serie di tornanti dopo i quali, con un traverso, si raggiungono su carreggiabile la località Macolini e su strada il paese di Madesimo. Lo si attraversa mantenendosi a sinistra del fiume Scalcoggia fino a trovare le indicazioni per salire all’alpe Motta di Sotto, dalla quale un sentiero scende fino ad incrociare la strada che, uscendo da Fraciscio, conduce al parcheggio di Soste.

Dislivello in salita – discesa: 209 mt. - 630+406 mt.

Tempo di percorrenza: 6 h.

Compatibilmente con le condizioni ambientali e dei partecipanti è prevista l’ascensione di alcune vette. In particolare, il secondo giorno, con partenza dal rifugio Chiavenna e prima di raggiungere il Passo di Angeloga, si salirà il Pizzo Stella a 3163 mt. con aggiunta di circa 800 mt. di dislivello in salita e 4/5 ore di percorrenza in più. Anche il terzo giorno, con una deviazione prima del Passo di Niemet, alla quota 2053, ci si dirigerà alla cima del Piz Spadolazzo, 2721 mt., per poi scendere direttamente sul passo. Questa variante aggiungerà circa 500 mt di dislivello in salita e 3 ore tra salita e discesa.

 

Una descrizione dettagliata qui :

http://www.paesidivaltellina.it/anellopizzoemet/index.htm

e per le salite al Pizzo Stella e Spadolazzo, qui:

http://www.paesidivaltellina.it/pizzostella/index.htm

http://www.paesidivaltellina.it/pizzospadolazzo/index.htm

 

  • Ritrovo e partenza ore:                      piazzale a lato di via Foresio ore 8.00
  • Viaggio:                                              con auto proprie
  • Quote partecipazione:                       soci € 200 ca
  • Difficoltà per tutto il percorso:           E-EE
  • Informazioni e iscrizioni presso:        Antonella Ossola, Edoardo Verrengia
  • La partecipazione è riservata ai Soci Cai.
  • N. massimo di partecipanti limitato dalla capienza dei rifugi.
  • Le iscrizioni sono anticipate e si raccolgono in sede nelle serate di apertura 24, 28 e 31 luglio dietro versamento di caparra di 50€.
  • Attrezzatura e abbigliamento:            adatti alla stagione e alla quota (si consideri che si camminerà tra i 1400 e i 3100 mt.ca). I pernottamenti avverranno in tre rifugi con trattamento di mezza pensione. Indispensabili il sacco lenzuolo, le ciabatte e i prodotti per l’igiene personale, mascherina e igienizzante. Utile una torcia elettrica. Occorrono uno spezzone di 5/7 mt di cordino da 7/8 mm diametro, uno spezzone da 3 mt di cordino da 6 mm diametro e due moschettoni con ghiera a molla. Da non dimenticare: copertura impermeabile per noi e per lo zaino, occhiali da sole, crema solare.

Ulteriori eventuali aggiornamentii verranno forniti in prossimità della data di partenza. Considerate le limitazioni dovute alla situazione sanitaria corrente, è possibile che in alcuni rifugi la sistemazione notturna possa essere differente dall’usuale.

 Contatto : Antonella Ossola e Edoardo Verrengia

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