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 Alpe Veglia – immersioni colorate

Domenica, 18 Ottobre 2020, 6:30

 Luogo  : San Domenico 1400 mt. - Varzo -VB

 

 


 

Fiduciosi di poter godere appieno della stupenda luce autunnale, magari con la prima neve ad imbiancare le vette di candido zucchero a velo, con i larici vestiti di fuoco, le rade betulle di giallo, gli abeti rossi, indifferenti al progredire delle stagioni, sempre tinti di verde e i pascoli ormai secchi ci apprestiamo ad andare alla scoperta dell’Alpe Veglia.

Un’esile traccia che risale i ripidi pendii delle Torri di Veglia si addentra nel bosco fitto, di mattina ancora ombroso, fino ad incontrare una vecchia baita malconcia e logorata dall’inesorabile incedere del tempo, all’ombra di una grande quercia, adagiata in una radura appartata e silenziosa.

Attraverseremo un bosco di conifere, poi un alpeggio ormai già scaricato dei suoi chiassosi campanacci, di nuovo nel fitto del bosco e poi, d’improvviso, in un pauroso canalone che precipita vertiginoso dall’alto, teatro di tumultuose valanghe.

Il bosco si fa viepiù rado, dalle scoscese pareti svettano larici maestosi nella loro solitaria saggezza, una zampillante cascatella con grandi balzi guadagna valle in un batter d’occhio.

Saliamo ancora, aggiriamo il costone e… come per magia, le porte si schiudono e davanti a noi va in scena lo spettacolo. Dopo la lunga salita e l’angustia della forra vertiginosa l’occhio incontriamo la maestosa imponenza del monte Leone che si erge come un monolito dalle pendici boscose d’autunno vestite, baciate dalla calda luce ottobrina.

Ad ogni passo anche l’alpe si mostra sempre più in tutta la sua grandiosa immensità. Uno splendido anfiteatro di prati e boschi, contornato da alte vette, solcato da freschi torrenti, punteggiato di piccoli alpeggi ora destinati ad un uso ben più ludico che in passato.

La grande montagna, severa e maestosa come il nome che porta, domina la grande piana e i graziosi laghetti adagiati tra gli alberi tinti d’arancio a completare l’idillio dell’Alpe Veglia d’autunno.

Passeremo dal rifugio città di Arona che presumibilmente troveremo deserto per l’imminente chiusura invernale, superando la fragorosa cascata del rio Frua che con un tuffo tra i larici scende dal lago Bianco per poi gettarsi nelle tumultuose acque del torrente Cairasca.

Fate e streghe sono i protagonisti della foresta, ed infatti i due laghi che incontreremo nel nostro cammino ne portano il nome mentre a noi il ruolo degli elfi che potranno goderne appieno la scintillante lucentezza delle tinte ottobrine.

Superando le baite in pietra con i caratteristici tetti in pioda locale del piccolo alpeggio di Cianciavero ci congediamo dalla magica piana per ridiscendere a valle percorrendo la strada sterrata chiusa al traffico veicolare non prima di aver reso omaggio all’imponente monte Leone che si staglia alla nostra destra oscurando il sole già basso per l’imminente stagione invernale.

In circa un'ora, con qualche scorciatoia per tagliare i tornanti ed una breve risalita sulla strada asfaltata ritroviamo la frazione di partenza.

 

  • Ritrovo e partenza ore: piazzale Foresio ore 6.30
  • Viaggio: in autobus
  • Quote partecipazione: soci € 23, non soci € 32
  • Difficoltà: EE
  • Dislivello: 636 mt.
  • Tempo di percorrenza: Sal.- Disc ore 4 - 3 circa
  • Informazioni e iscrizioni presso: in sede, Ambrosetti Federica e Canali Fabio
  • Attrezzatura e abbigliamento: da media montagna adatto alla quota e alla stagione

 

alpe veglia

 

 

 Contatto : Federica Ambrosetti e Fabio Canali

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