![]() |
|||||||
|
|||||||
| APPUNTAMENTI 2011 - APPUNTAMENTI 2010 - APPUNTAMENTI 2009 - CALENDARIO | |||||||
       
Parco Nazionale dello Stelvio - Trekking attraverso il territorio a Sud-Est del Gruppo del Cevedale 4-10 luglio 2010 Col binomio Ortles-Cevedale si definisce il gruppo di montagne appartenenti alle province di Trento, Bolzano e Sondrio e delimitate a N dal Passo dello Stelvio, Val di Trafori e Val Venosta fino a Lama.; ad E dalle valli d'Ultimo e di Rabbi, congiunte dal Passo Rabbi; a S dalla alta Val di Sole e Valcamonica fino a Edolo, Val di Corteo e Passo d'Aprica; ad O dalla Val del Braulio e dalla Valtellina fino a Tresaenda. È una delle più importanti catene delle Alpi Orientali. La displuviale è costituita dalla serie di cime che dai 3900 m dell'Ortles va al Pizzo Tresero e degrada verso il Passo del Tonale, mentre l'ossatura maestra del gruppo ha la forma a stella i cui bracci si dipartono dai 3769 m del Cevedale, formando le maggiori vallate, tutte importanti e varie d'aspetti.
       
1a Tappa: Rifugio Angelo Bozzi al Montozzo (2478 m) Accesso: da Varese a Ponte di Legno. Da qui per la statale del Tonale che si abbandona per seguire la strada per il Passo Gavia fin sotto il paese di Pezzo. Partenza: Pezzo (1565) Arrivo: Rif. A. Bozzi (2478 m), sorge su un piccolo rialzo poco sotto la Forcellina di Montozzo, fra i due laghetti omonimi.             È di proprietà della Sez. di Brescia del CAI, 24 posti letto, Tel.036 4900152 Dislivello in salita: 950 m Dislivello in discesa: 0 m Km percorsi: 7 Tempo impiegato: ore 3.30 Difficoltà: E Segnavia: 52 (ex strada militare della prima guerra) Descrizione del percorso: da Pezzo (1565 m) si percorre la strada che porta al bel nucleo di Case di Viso (1753 m) in Valle di Viso. Queste baite, interamente costruite in pietra, ben conservate e abitate, meritano sicuramente una visita. Si costeggia il torrente Arcanello fino ad un'area pic-nic. Da qui passando fra le Case dei Barc e della Baita Casaiole (2100 m) si arriva al rif. Bozzi al Montozzo. A testimonianza della "Guerra Bianca" condotta quassù tra vette, rocce e ghiacciai, rimangono nei dintorni i resti di un villaggio militare trasformato in museo storico all'aperto. Trincee, torrette di avvistamento e postazioni di tiro sono state recentemente restaurate. Possibili ascensioni: Punta Ercavallo (3068 m), dalla Forcellina di Montozzo (2617 m) si scende piegando a sin. Verso N nell'alta Val Montozzo cosparsa di laghetti, per salire facilmente sulla vetta dall'ampio panorama (ore 1.45). Punta di Montozzo (2864 m), come nell'itinerario precedente nell'Alta Val Montozzo, salendo facilmente il fianco orientale fino in vetta (ore 1.45). Un itinerario più breve è quello che, partendo dal rif. Bozzi in direzione N, risale l'ampio vallone senza alcuna difficoltà (ore 1.15). Punta dell'Albiolo (2980 m), brevemente sul sent. che va al Passo dei Contrabbandieri, prendendo a sin. Un sent. di guerra che s'inerpica sul roccioso fianco occidentale fino in vetta (ore 1.30).
2a Tappa: Rif. Doss dei Gembri (2313 m), dal Rif. A. Bozzi (2478 m) Partenza: Rif. A. Bozzi al Montozzo (vedi tappa 1) Arrivo: Rif. Doss dei Gembri, ubicato ai Piani del Vioz. Privato. 25 posti letto Tel. 0463 753227 Dislivello in salita: 800 m Dislivello in discesa: 850 m Km percorsi: 18 Tempo impiegato: 6/7 ore Difficoltà: E Segnavia: 111, 110, 139 (sentiero dei Tedeschi) Descrizione del percorso: dal rifugio si sale alla Forcellina del Montozzo (2613 m) e si scende fino sulle rive del Lago di Pian Palù (1800 m) attraverso la Val Montozzo. Si risale leggermente alla Malga di Pian Palù (1821 m) e al ponte sul torrente Noce, dove si imbocca il sentiero che costeggia il lago a N e sbuca su una strada forestale che si segue a sin. per salire alla Malga Giumella (1947 m). Si prosegue passando da Pra di Palù dove si imbocca il sent. 122 incrociando la Val degli Orsi dopo aver passato il Rio di Vegaia. Da qui il percorso (Sentiero dei Tedeschi) è segnato da vecchi baraccamenti e resti di costruzioni militari che non mancheranno di attirare l'attenzione dell'escursionista. Si transita dall'anfiteatro morenico della Valle dei Cadini, poi dai versanti merid, dei Crozi di Taviela, ed infine si attraversa la Val della Mite fino al rif. Doss dei Gembri.
3a Tappa: Rif. Doss dei Gembri (2313 m) (sosta di un giorno per salita al M. Vioz, 3645 m) Partenza e arrivo: Rif. Doss dei Gembri, (vedi tappa 2) Dislivello in salita e discesa: 1330 m Km percorsi: 11 Tempo impiegato: 4 ore per la salita; 3 ore per la discesa Difficoltà: EE Segnavia: sentiero 139, 105 Il sentiero è ottimamente tracciato e si svolge tutto su pietraie e roccia, nei punti più delicati (pochi) ci sono gradini ed alcuni traversi su ripidi canalini sono attrezzati con cordino d'acciaio. Il modernissimo rifugio posto poco sotto la cima, intitolato alla Città di Mantova, offre un riparo sicuro e un adeguato rifocillamento. La cima del Vioz si raggiunge facilmente in circa 20 minuti dal rifugio, per facile dorsale pietrosa che raggiunge l'anticima con la croce e quindi la cima vera e propria, pianeggiante, che dà direttamente sul vasto ghiacciaio dei Forni. E' opportuno partire con tempo sicuro: un temporale può essere molto pericoloso, inoltre il Vioz è una montagna "dispettosa", spesso ammantata di nuvole. Sarebbe un vero peccato salire fino lassù e non potere vedere il grandioso panorama che si gode dalla cima. Per informazioni sulle condizioni della salita eccetera, conviene telefonare direttamente al Rifugio Mantova. Descrizione del percorso: dal rif. Doss dei Gembri si imbocca brevemente per circa 300 metri la Val della Mite quindi si prende il sentiero 139 (tabelle) che si stacca sulla destra risalendo il costone fino a congiungersi col sentiero 105. Partiamo lenti e regolari, come si conviene in una salita del genere ad alta quota: il percorso sale a zig zag, a ridosso della lunga dorsale che scende dal Vioz, affacciandosi alternativamente sulla Valle della Mite e il vallone orientale verso Zampil. Ci si alza di quota gradualmente, con pendenza costante, sul sentiero facile e segnato molto bene, con il panorama del grande Lago del Càreser verso est. A 3206 metri arriviamo al "Brich", l'unico tratto delicato della salita, un breve traverso su un ripido canalino attrezzato con una corda fissa. Con un po' di attenzione si passa senza problemi . Si prosegue fin quando dal basso appare l'ultimo contrafforte roccioso è la sagoma scura del Rifugio Mantova, 3535 m che spiccare all'orizzonte: ormai è fatta! Si va all'attacco della cima vera e propria, che si raggiunge facilmente in circa 20 minuti risalendo la dorsale pietrosa fino alla croce poi, pianeggiando, fino alla spianata sulla neve che dà sul ghiacciaio piccolo. Il panorama è strepitoso: di fronte verso nord il Palon de La Mare,3703 m e il massiccio inconfondibile del Cevedale, 3769 m, a ovest Punta S. Matteo, 3678 m, ad est spiccano le acque verdissime del lago artificiale della diga del Càreser, a sud si domina la Val di Peio e, sullo sfondo, le Dolomiti di Brenta e la Presanella, 3556 m. Rif. Città di Mantova al Vioz, 3535 m E' il più alto rifugio delle Alpi centrali e orientali. Dopo cinque anni di lavori è oggi un rifugio modello che riunisce soluzioni costruttive all'avanguardia ed una serie di avanzate soluzioni tecnologiche per ridurre l'impatto ambientale di questa struttura in alta quota, al servizio degli alpinisti che vogliono compiere alcune tra le più belle traversate dell'arco alpino, tra i ghiacciai del Gruppo Ortles-Cevedale ed in particolare il celebre "Giro delle Tredici Cime". Il primo rifugio del Vioz fu costruito nel 1908 dalla S.A.T. in una posizione più bassa rispetto all'attuale, ai Crozzi Taviela, uno sperone roccioso tra la Val del Vioz e la Val Taviela. Questo primo rifugio, dedicato alla città di Mantova, fu distrutto da un incendio nel corso della prima guerra mondiale e non fu più ricostruito. Intanto gli alpinisti tedeschi della Sektion di Halle del D.u.Oe.A.V. (il "Cai" tedesco) avvalendosi della guida Matteo Groaz che ne fu a lungo il gestore, avevano costruito anche loro, poco sotto la cima del Vioz, un rifugio inaugurato nel 1911. Al termine della guerra questo rifugio fu affidato alla S.A.T. come tutti gli altri rifugi austro-tedeschi in Trentino. Il rifugio fu assegnato definitivamente dallo Stato italiano alla S.A.T. nel 1947. Nello stesso anno fu costruita presso il rifugio la piccola chiesetta dedicata a S. Bernardo di Mentone e ai caduti di tutte le guerre. Il nuovo rifugio, posto circa 100 metri sotto la vetta del Vioz, ha una struttura portante in legno lamellare ed è rivestito da spesse lastre di rame. Un gruppo elettrogeno a gas GPL del tipo "totem" (molto silenzioso e che non produce inquinamento), è in grado di fornire energia elettrica e acqua calda per il riscaldamento. L'acqua viene riscaldata tramite l'aria calda prodotta dal funzionamento del gruppo elettrogeno stesso. Mentre il gruppo elettrogeno provvede a fornire l'energia elettrica a 220 V per la cucina e le altre apparecchiature di servizio, una serie di 30 pannelli solari posti sul tetto del rifugio fornisce l'energia che viene immagazzinata in batterie che alimentano una rete secondaria a più basso voltaggio (24 V) per l'illuminazione interna. Nelle giornate nuvolose è l'esubero di energia prodotta dal gruppo elettrogeno a caricare direttamente le batterie. Al rifugio, unico esempio nelle Alpi a questa quota, è stato installato anche un depuratore biologico: i fanghi attivi riscaldati da resistenze e da aria calda fornita dai generatori consentono di depurare perfettamente le acque che possono essere recuperate interamente per i servizi igienici. Il rifugio è connesso a Internet in banda larga con impianto satellitare.
4a Tappa: Rif. Larcher al Cevedale (2608 m), dal Rif. Doss dei Gembri (2313 m) Partenza: Rif. Doss dei Gembri (2313 m) Arrivo: Rif. Larcher al Cevedale, SAT Trento. 80 posti letto, Tel. 046 1981871, www.sat-trento.it Info: tel. 0463 751770 (in ristrutturazione nel 2009) Dislivello in salita: 850 m Dislivello in discesa: 500 m Km percorsi: 14 Tempo impiegato: 5/6 ore Difficoltà: E Segnavia: 139, 105, 127, 102 Descrizione del percorso: dal rif. Doss dei Gembri (…………………..) Da Malga Mare (2021 m) si imbocca il sent. 102 che sale lungo il versante impervio ricoperto da vegetazione per raggiungere Pian Venezia, dove sorge un rifugio-baita (2290 m). La Val Venezia forma un'ampia conca dove scorre il torrente Noce-Bianco; è chiusa ad occidente dalla Catena del Vioz e del Palon de la Mare. Mantenendo la sinistra orografica del torrente, il sent. conduce ad un balcone roccioso ove sorge il rif. Larcher, recentemente ristrutturato. Da qui il panorama corre sulle cime del Cevedale e sulla vedretta circostante. Possibile ascensione: Cima Nera (3327 m) - si percorre il sent. 104 fino al costone sopra il Lago della Marmotta (2701 m), indi, volgendo a sin (NO) senza via obbligata si raggiunge questo facile belvedere posto a N del Rif. Larcher (ore 1). 5a Tappa: Rif. Silvio Dorigoni (2437 m), dal Rif. Larcher al Cevedale (2608 m) Partenza: Rif. Larcher al Cevedale (2608 m) (vedi tappa 4) Arrivo: Rif. Silvio Dorigoni in Val di Saènt, 80 posti letto, Tel. 046 3985107 info@rifugiodorigoni.it Dislivello in salita: 650 m Dislivello in discesa: 750 m Km percorsi: 9.5 Tempo impiegato: ore 3.30 /4 Difficoltà: EE Segnavia: 104 Descrizione del percorso: dal rif. si sale col sentiero 104 al Lago della Marmotta (2701 m) situato in un appartato circo detritico, indi a Le Pozze (2772 m) ed al crestone presso la Cima del Lago Lungo (3135 m). Si attraversa la piana vedretta del Caresèr (non presenta oggettive difficoltà l'attraversamento se in condizioni di buona visibilità), fino alla Bocca di Saènt (3143 m), da qui ci si affaccia sulla verdeggiante Val di Rabbi, il cui tratto super. prende il nome di Val di Saent. Si scende fino ad incontrare i primi magri pascoli. Si prosegue poi all'Alpe Sternai, dove si valica il torrente Rabbiès poco prima del Rif. Dorigoni. Possibili ascensioni: Cima del Caresèr (3188 m), dalla Bocca di Saènt (3143 m), che si raggiunge lungo la traversata, per facile cresta si giunge in vetta. (ore 0.30). Cima Campisòl (3162 m), dalla precedente cima in ore 0.15 passando dalla sella denominata Passo di Campisol. Se si continua, seguendo la cresta spartiacque, lievemente ondulata, si raggiunge la Cima di Saent (3001 m) senza particolari difficoltà (ore 1.30 dalla Bocca di Saènt).
6a Tappa: Rif. Umberto Canziani (2561 m), dal Rif. Silvio Dorigoni (2437 m) Partenza: Rif Silvio Dorigoni (2437 m) Arrivo: Rif. Umberto Canziani al Lago Verde, 60 posti letto. Tel. 047 379812 Dislivello in salita: 1000 m Dislivello in discesa: 700 m Km percorsi: 13 Tempo impiegato: 4/5 ore Difficoltà: E Segnavia: 107, 12 Descrizione del percorso: dal rifugio si segue il sent. 107 che porta al Giogo Nero (2825 m) per calare sul versante di Val d'Ultimo fin sopra il Lago Nero (2538 m). Si piega a sin. sui sassosi pascoli della Malga di Fontana Bianca; si percorre a mezza costa la testata della Valle dominata dalle Cime Sternai per arrivare al Lago Verde ed al Rif. Canziani lungo il sent. 12 Possibili ascensioni: Giogo del Gioveretto (3172 m), si risale il vallone a N sotto la vetta del Gioveretto (segn. 104 ) faticosamente fino al Giogo. (ore 2.30) 7a Tappa: S.ta Gertrude in Ultimo (1504) Bolzano, dal Rif. U. Canziani (2561 m) Partenza: Rif. U. Canziani (2561 m) Arrivo: Santa Gertrude in Ultimo (Untental) (1504 m) Dislivello in salita: 0 m Dislivello in discesa: 1050 m Km percorsi: 8 Tempo impiegato: 3 ore Difficoltà: E Segnavia: 140 Descrizione del percorso: dal rifugio si procede lungo il sent. 140 dominato da un magnifico bosco di larici fino al Lago di Fontana Bianca. Da qui per comodo sentiero e tratto di strada si raggiunge Santa Gertrude dove termina il trekking. Scheda Tecnica: Guida dei Monti d'Italia: Ortles-Cevedale: Parco Nazionale dello Stelvio TCI-CAI (1984) Guida alpinistica escursionistica del Trentino - Achille Gadler Guida: Gruppo del Cevedale e Val di Pejo - Gianfranco Francese (1982) Carta escursionistica: scala 1:25.000 Cevedale ediz. Kompass 637 Carta escursionistica: scala 1:25.000 Adamello-Presanella ed. Tabacco Riviste: Meridiane Montagne, Parco Nazionale dello Stelvio (3) - Ortles/Cevedale (39) Libro: Camminaitalia (Le guide di Airone) ediz. 1995 Libro: Sentieri sui Monti del Trentino SAT ediz. 2000 - Gestione e catasto dei sentieri LA RIVISTA CAI Marzo - Aprile 2010    
www.stelviopark.it        
e-mail: valter_castoldi@yahoo.itBuona montagna |
|||||||
| CAI VARESE - Via Speri della Chiesa, 12 - 21100 Varese - tel e fax 0332.289267 - email: caivarese@caivarese.it |
|||||||