PROSSIMI EVENTI

Domenica 21 Ottobre (Mancano 0 giorni), 06:30 - , : Brione Verzasca mt.756 – Canton Ticino - CH
Escursionismo, : Fabio Canali



Lago di Starlaresc 1875 mt.


Giovedì 25 Ottobre (Mancano 4 giorni), 00:00 - 00:00,
Seniores,



Rifugio Meriggetto (VA)


Domenica 28 Ottobre (Mancano 7 giorni), 00:00 - 00:00, Bedero Valcuvia
Cicloescursionismo (MTB), Elio Pesci



Castagnata sezionale


Domenica 28 Ottobre (Mancano 7 giorni), 00:00 - 00:00,
Alpinismo Giovanile,



RIFUGIO MONT FALLERE


Domenica 04 Novembre (Mancano 14 giorni), 00:00 - 00:00, Valtellina
Cicloescursionismo (MTB),



Tra i Vigneti: terrazzamenti della Valtellina


Giovedì 08 Novembre (Mancano 18 giorni), 00:00 - 00:00,
Seniores,



Gita Culturale - Visita alla città di Torino


Domenica 11 Novembre (Mancano 21 giorni), 00:00 - 00:00, Alba (CN)
Cicloescursionismo (MTB),



Tra i vigneti : Bassa Langa


Mercoledì 14 Novembre (Mancano 25 giorni), 21:00 - 23:00, Aula Magna Università dell'Insubria via Dunant
Attività Culturale,



Patrizia Broggi: Ausangate


 

 
S T A T U T O
 
STATUTO CLUB ALPINO ITALIANO SEZIONE DI VARESE
=.=.=.=
I N D I C E
TITOLO I
DENOMINAZIONE – SEDE - DURATA
Art. 1 (Denominazione e durata)
Art. 2 (Natura)
SCOPI E FUNZIONI
Art. 3 (Scopi)
Art. 4 (Locali sede)
TITOLO II
SOCI
Art. 5 (Soci)
Art. 6 (Ammissione)
Art. 7 (Quota associativa)
Art. 8 (Doveri dei Soci)
Art. 9 ( Recesso)
Art. 10 (Perdita della qualità di Socio)
Art. 11 (Sanzioni disciplinari)
Art. 12 (Ricorsi)
TITOLO III
SEZIONI
Art. 13 (Organi della Sezione)
ASSEMBLEA DEI SOCI
Art. 14 (Assemblea)
Art. 15 (Convocazione)
Art. 16 (Partecipazione)
Art. 17 (Presidente e Segretario dell'Assemblea)
Art. 18 (Deliberazioni e cariche sociali)
CONSIGLIO DIRETTIVO
Art. 19 (Composizione e funzioni)
Art. 20 (Durata e scioglimento)
Art. 21 (Convocazione)
Art. 22 (Modalità di convocazione)
PRESIDENTE
Art. 23 (Compiti e nomina del Presidente)
TESORIERE E SEGRETARIO
Art. 24 (Compiti del Tesoriere)
Art. 25 (Compiti del Segretario)
COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI
Art. 26 (Composizione e durata)
TITOLO IV
CARICHE SOCIALI
Art. 27 (Condizioni di eleggibilità)
TITOLO V
COMMISSIONI, GRUPPI E SCUOLE
Art. 28 (Commissioni, Gruppi e Scuole)
TITOLO VI
SOTTOSEZIONI
Art. 29 (Costituzione)
TITOLO VII
PATRIMONIO
Art. 30 (Patrimonio)
TITOLO VIII
AMMINISTRAZIONE
Art. 31 (Esercizio Sociale)
TITOLO IX
CONTROVERSIE
Art. 32 (Tentativo di conciliazione)
TITOLO X
DISPOSIZIONI FINALI
Art. 33 (Rinvio alle norme di Legge, del Volontariato e del Club Alpino Italiano)
=.=.=.=
TITOLO I
DENOMINAZIONE SEDE - DURATA
Art. 1 – Denominazione e Durata
E' costituita in conformità al dettato della Legge 266/91,
con sede legale in
Varese, Via
Speri
Della Chiesa Jemoli 12, l'associazione di volontariato denominata "CLUB ALPINO ITALIANO - SEZIONE DI
VARESE" che continua l'attività della Sezione di Varese del Club Alpino Italiano, fondata nel 1906.
L'Associazione con sigla "CAI
-
SEZIONE DI VARESE",è sezione territoriale autonoma del Club Alpino
Italiano, è soggetto di diritto privato, dotato di personalità giuridica e di proprio ordinamento
che le assicura una autonomia amministrativa, giuridica, organizzativa, funzionale e patrimoniale;
si rapporta al Raggruppamento del Club Alpino Italiano della Regione Lombardia.
L'associazione ha durata illimitata. L'anno sociale decorre dal 1° gennaio al 31 dicembre.
Art. 2 – Natura
L’Associazione, che non ha scopo di lucro, è indipendente, apartitica, aconfessionale ed improntata
a principi di democraticità, uniforma il proprio ordinamento allo Statuto ed al Regolamento Generale
del Club Alpino Italiano.
SCOPI E FUNZIONI
Art. 3 – Scopi
L’Associazione, nell’ambito territoriale della Regione Lombardia, opera nel settore della tutela e
valorizzazione della natura e dell’ambiente, ha per scopo l’esclusivo perseguimento di finalità di
solidarietà sociale attraverso la pratica dell’alpinismo in ogni sua manifestazione, la conoscenza e
lo studio delle montagne specie quelle del territorio in cui si svolge l’attività Sociale, e la
tutela del loro ambiente naturale.
Per conseguire tali scopi, provvede:
a. alla diffusione della frequentazione della montagna e alla organizzazione di iniziative ed
attività alpinistiche, escursionistiche, sci-escursionistiche, sci-alpinistiche, speleologiche,
naturalistiche, dell’alpinismo giovanile e di quelle ad esse propedeutiche;
b. alla indizione e programmazione, in accordo con le apposite
scuole competenti in materia, o alla organizzazione ed alla gestione di corsi di addestramento per
le attività alpinistiche, escursionistiche, sci-escursionistiche, scialpinistiche, speleologiche,
naturalistiche, dell’alpinismo giovanile e di quelle ad esse propedeutiche;
c. alla promozione, anche in collaborazione con Enti e Associazioni locali, di attività
scientifiche, culturali,artistiche e didattiche per la diffusione della conoscenza di ogni aspetto
della montagna;
d. alla programmazione e collaborazione con le apposite Scuole del Club Alpino Italiano, competenti
per materia, per la formazione di Soci dell’associazione come istruttori di alpinismo e sci-
alpinismo, ed accompagnatori per lo svolgimento delle attività di cui alle lett. a) e b);
e. alla realizzazione, alla manutenzione, ed alla gestione di rifugi e bivacchi;
f. al tracciamento, alla realizzazione e alla manutenzione dei sentieri, delle opere alpine, e delle
attrezzature alpinistiche, anche in collaborazione con le Sezioni consorelle competenti;
g. a provvedere alla sede dell’associazione, a curare la biblioteca, la cartografia e l’archivio.
h. alla organizzazione, anche in eventuale collaborazione con le altre Sezioni, di idonee iniziative
tecniche per la vigilanza e la prevenzione degli infortuni nello svolgimento di attività
alpinistiche, escursionistiche, sciescursionistiche, sci-alpinistiche, speleologiche,
naturalistiche, dell’alpinismo giovanile, nonché a collaborare con gli Enti preposti alla Protezione
Civile e con il Corpo Nazionale Soccorso Alpino Speleologico al Soccorso di persone in stato di
pericolo ed al recupero di vittime;
i. a pubblicare il periodico sezionale denominato "Notiziario sezionale Club Alpino Italiano,
sezione di Varese" del quale è editrice e proprietaria;
l. alla promozione di ogni iniziativa idonea alla tutela ed alla valorizzazione dell'ambiente
montano.
E' vietato lo svolgimento di attività diverse da quelle
menzionate, ad eccezione di
quelle ad
esse
connesse e di quelle commerciali marginali individuate dalle disposizioni di Legge in materia di
volontariato.
Art. 4 – Locali sede
Nei locali della sede non possono svolgersi attività che contrastino con le attività istituzionali.
Essi non possono essere utilizzati, neppure temporaneamente, da terzi, se non previo consenso del
Consiglio Direttivo e, nei casi di urgenza, del Presidente.
TITOLO II
SOCI
Art. 5 – Soci
Sono previste le seguenti categorie di Soci: ordinari,familiari, giovani e benemeriti. Non è ammessa
alcuna altra categoria di Soci. Partecipano alla attività della Sezione con gli stessi diritti di
tutti i Soci i Soci del Club Alpino Italiano appartenenti alle Sezioni nazionali che versano la
quota associativa sezionale fissata dall’Assemblea. Il
Socio della Sezione
(persona fisica)
che
abbia acquisito particolari meriti alpinistici o benemerenze nell’attività Sociale può essere
iscritto, anche alla memoria,nell’albo d’onore della Sezione stessa.
Art. 6 - Ammissione
Chiunque intenda aderire al Club Alpino Italiano deve presentare domanda al Consiglio Direttivo
della Sezione, completa dei propri dati anagrafici, su apposito modulo, controfirmato da almeno un
Socio presentatore, iscritto alla Sezione da almeno due anni. Se minore di età la domanda deve
essere firmata anche da chi esercita la potestà. Il Consiglio Direttivo della Sezione alla quale è
stata presentata la domanda decide sull’accettazione. La domanda presentata nell’ultimo bimestre
dell’anno ha effetto per l’anno successivo. I diritti dei soci sono quelli stabiliti dallo statuto
sezionale e dallo statuto e dal regolamento del Club Alpino Italiano, in particolare tutti i soci
hanno diritto a frequentare la sede sociale, a partecipare alle attività della sezione, a
convocarla.
Art. 15 – Convocazione
L’Assemblea ordinaria dei Soci si svolge almeno una volta all’anno entro il termine perentorio del
31 marzo per l’approvazione dei bilanci e la nomina delle cariche Sociali. L’assemblea può essere
inoltre convocata ogni qual volta il Consiglio Direttivo lo ritenga necessario o quando ne sia
inoltrata richiesta da parte del Comitato Direttivo Centrale del C.A.I., del Comitato Direttivo
Regionale del C.A.I., del Collegio dei revisori dei Conti
della Sezione oppure da
almeno un
decimo
dei Soci maggiorenni della Sezione.
La convocazione avviene mediante avviso esposto nella Sede Sociale almeno 15 giorni prima di quello
fissato per l’assemblea e spedito a tutti i soci entro lo stesso termine. L’avviso di convocazione
deve contenere il giorno, l’ora e sede della convocazione; l’ordine del giorno con i punti oggetto
del dibattimento.
Art. 16 – Partecipazione
Hanno diritto di intervenire all’Assemblea ed hanno diritto di voto tutti i Soci maggiorenni in
regola con il pagamento della quota Sociale relativa all’anno in cui si tiene l’assemblea; i minori
di età possono assistere all’Assemblea. Ogni Socio può farsi rappresentare in Assemblea da altro
Socio, che non sia componente del Consiglio Direttivo, e farlo votare in sua vece anche nelle
votazioni a scheda segreta, mediante rilascio di delega; ogni Socio delegato può portare n. 3
deleghe. E’ escluso il voto per corrispondenza. Nelle deliberazioni di approvazione dei bilanci ed
in quelle che riguardano la loro responsabilità verso la Sezione i Consiglieri ed i Revisori dei
Conti non hanno diritto di voto ne possono delegarlo ad altri
.
Art. 17 – Presidente e Segretario dell’Assemblea
L’Assemblea nomina un Presidente, un Segretario e tre Scrutatori; spetta alla Commissione verifica
poteri, nominata dal Consiglio Direttivo, verificare la regolarità delle deleghe ed in generale il
diritto di partecipare all’Assemblea.
Il Segretario redige il verbale dell’assemblea e lo sottoscrive unitamente al Presidente.
Art. 18 – Deliberazioni e cariche sociali
L’Assemblea può essere costituita in forma ordinaria e straordinaria.
L’Assemblea è validamente costituita con la presenza di almeno la metà degli associati, presenti in
proprio o per delega da conferirsi ad altro aderente, mentre in seconda convocazione, da tenersi
almeno ventiquattro ore dopo la prima, è valida la deliberazione presa qualunque sia il numero degli
intervenuti. Le deliberazioni dell’Assemblea sono prese a maggioranza dei voti. Le deliberazioni
concernenti l’acquisto, l’alienazione o la costituzione di vincoli reali su immobili devono essere
approvate con la maggioranza dei due terzi dei Soci presenti aventi diritto al voto; tali
deliberazioni se relative a rifugi o bivacchi non acquistano efficacia se non dopo l’approvazione da
parte del Comitato centrale di indirizzo e controllo del C.A.I.. L’Assemblea straordinaria delibera
sulla modifica dello Statuto; sullo scioglimento dell’Associazione e sulla devoluzione del
patrimonio. Per le modifiche statutarie l’Assemblea straordinaria delibera con la maggioranza dei
due terzi dei Soci presenti aventi diritto al voto; per lo scioglimento dell’Associazione e
devoluzione del patrimonio l’Assemblea straordinaria delibera con la presenza ed il voto favorevole
di almeno tre quarti degli Associati. Le deliberazioni dell’Assemblea sono prese mediante votazioni
per alzata di mano o appello nominale o a scrutinio segreto, secondo la modalità decisa dalla
maggioranza dei Soci presenti aventi diritto al voto. Tutte le deliberazioni dell’Assemblea sono
rese pubbliche mediante affissione all’albo sezionale per almeno quindici giorni.
Le cariche Sociali sono elettive e a titolo gratuito, è riconosciuto solo il rimborso delle spese
effettivamente sostenute per lo svolgimento dell’incarico secondo le modalità previste dal Consiglio
Direttivo. Per la designazione e per l’elezione alle cariche Sociali il voto è libero, in quanto
l’elettore ha diritto di esprimere il proprio voto a favore di qualsiasi Socio eleggibile, anche se
non indicato ufficialmente come candidato alla carica. La designazione va espressa su scheda
segreta: è escluso pertanto dal procedimento di designazione o di elezione ogni altro tipo di
votazione, inclusa quella per acclamazione. A parità di voti è eletto il Socio con maggiore
anzianità di iscrizione al Club Alpino Italiano. Sono esclusi dal computo i voti di astensione.
Nessun Socio può essere eletto contemporaneamente a più di una carica Sociale.
CONSIGLIO DIRETTIVO
Art. 19 – Composizioni e funzioni
Il Consiglio Direttivo è l’organo di gestione della Sezione e si compone di quindici componenti,
eletti dall’Assemblea dei Soci.
Il Consiglio Direttivo assolve le seguenti specifiche funzioni:
- convoca l’Assemblea dei Soci;
- propone all’Assemblea dei Soci i programmi di indirizzo della Sezione;
- redige, collaziona e riordina le modifiche dello statuto della Sezione;
- pone in atto le deliberazioni dell’Assemblea dei Soci;
- adotta gli atti ed i provvedimenti secondo le direttive impartite dall’Assemblea dei Soci per cui
è responsabile in via esclusiva dell’amministrazione, della gestione e dei relativi risultati;
- cura la redazione dei bilanci di esercizio della Sezione;
- delibera la costituzione e lo scioglimento di sottosezioni con le modalità previste
dall’Ordinamento sezionale, dallo statuto e dal Regolamento generale e disciplinare del Club Alpino
Italiano, ed esercita funzioni di indirizzo e controllo sulla loro attività;
- delibera i provvedimenti disciplinari nei confronti dei Soci;
- delibera sulle domande d’iscrizione di nuovi Soci;
- delibera la costituzione o lo scioglimento di Commissioni, Gruppi e Scuole e ne coordina
l’attività;
- cura l’osservanza dello Statuto e del Regolamento Generale del Club Alpino Italiano e
dell’Ordinamento sezionale;
- proclama i Soci venticinquennali, cinquantennali, sessantennali e settantacinquennali;
- definisce tutte le norme che regolano l’attività sociale;
- delibera su qualsiasi oggetto per il quale non sia prevista l’esclusiva competenza dell’assemblea.
Nella sua prima riunione il Consiglio Direttivo elegge fra i suoi componenti il Presidente ed il
Vice Presidente; nomina inoltre il tesoriere ed il segretario, che possono essere scelti anche fra
i Soci non facenti parte del Consiglio
Direttivo e che, in questo caso specifico, non hanno diritto di voto.
Art. 20 - Durata e scioglimento
Gli eletti durano in carica tre anni e sono rieleggibili. Ogni anno scadono i consiglieri di nomina
più remota. In caso di nomina simultanea dell’intero Consiglio Direttivo alla prima riunione del
consiglio verranno sorteggiati i consiglieri che dovranno scadere alla fine del primo e del secondo
anno, in modo che il Consiglio Direttivo si rinnovi per un terzo ogni anno. Da tale sorteggio è
escluso il Presidente.
Il Consiglio Direttivo dichiara decaduti dalla carica i componenti che, senza giustificato motivo,
non siano intervenuti a numero due riunioni consecutive. Al consigliere venuto a mancare per
qualsiasi motivo subentra il primo dei non eletti all’ultima assemblea con la stessa anzianità del
sostituito. Qualora venga a mancare la maggioranza dei componenti originari si deve entro quindici
giorni convocare l’assemblea per la elezione dei mancanti, da tenersi nei successivi sessanta giorni
dalla convocazione. I nuovi eletti assumono l’anzianità dei sostituiti. In caso di dimissioni
dell’intero Consiglio Direttivo, il Collegio dei Revisori dei conti, entro quindici giorni, convoca
l’Assemblea dei Soci per la elezione del nuovo Consiglio Direttivo da tenersi nei successivi
sessanta giorni dalla convocazione.
Art. 21 - Convocazione
Alle riunioni del Consiglio Direttivo il Presidente può invitare i Delegati all'Assemblea Generale
del Club Alpino Italiano ed i Soci che fanno parte degli Organi Centrali del Club Alpino Italiano.
Il Presidente può altresì invitare alle riunioni, con il consenso del Consiglio Direttivo, anche
persone estranee, qualora lo ritenga utile o necessario.
Art. 22 – Modalità di convocazione
Il Consiglio Direttivo è convocato dal Presidente o da chi ne fa le veci o a richiesta di un terzo
dei consiglieri almeno una volta ogni due mesi mediante avviso contenente l’ordine del giorno, il
luogo, la data, l’ora della convocazione, ed inviato
almeno cinque giorni prima
della riunio
ne,
salvo i casi di urgenza. Le riunioni del Consiglio Direttivo, per essere valide, devono essere
presiedute dal Presidente o in caso di sua mancanza o impedimento dal vicepresidente, o in mancanza
di entrambi dal consigliere con più anzianità di iscrizione al Club Alpino Italiano, ed è necessaria
la presenza della maggioranza dei Consiglieri. Le deliberazioni vengono prese a maggioranza dei
presenti; a parità di voti prevale quello di chi presiede la riunione. All'insorgere di eventuale
conflitto di interessi su una particolare operazione della Sezione che riguardi un componente del
Consiglio direttivo, il suo coniuge o il convivente, i suoi parenti entro il secondo grado, lo
stesso componente non può partecipare alla discussione né alle deliberazioni relative, né può
assumere in materia incarichi di controllo o di ispezione.
I verbali delle sedute sono redatti dal segretario o in caso di sua assenza da un socio all’uopo
designato, approvati nella seduta successiva e sottoscritti da chi presiede e dal verbalizzante. I
verbali possono essere consultati dai Soci nella sede Sociale, previa richiesta al presidente, che
non ha facoltà di consentire il rilascio delle copie, nè di stralci dei singoli atti consultati.
PRESIDENTE
Art. 23 - Compiti e nomina del Presidente
Il Presidente della Sezione è il legale rappresentante della stessa; ha poteri di rappresentanza che
può delegare con il consenso del consiglio direttivo; ha la firma Sociale; assolve le seguenti
funzioni specifiche:
- sottoscrive la convocazione dell’Assemblea dei Soci;
- convoca e presiede le riunioni del Consiglio Direttivo;
- determina l’ordine del giorno delle sedute del Consiglio Direttivo;
- presenta all’Assemblea dei Soci la relazione annuale, accompagnata dal conto economico
dell’esercizio e dallo stato patrimoniale della Sezione;
- pone in atto le deliberazioni del Consiglio Direttivo;
- in caso di urgenza, adotta i provvedimenti che sarebbero di competenza del Consiglio Direttivo,
che dovranno essere ratificati dallo stesso Consiglio nella prima seduta utile;
- vigila sull’esecuzione delle deliberazioni del Consiglio Direttivo;
- delega, previa autorizzazione del Consiglio Direttivo, uno o più Consiglieri ad esercitare
funzioni organizzative. Il Presidente è nominato dal Consiglio Direttivo secondo le modalità
stabilite dallo statuto della Sezione
,
dura in carica Tre anni ed è rieleggibile una prima volta e
lo può essere ancora dopo almeno un anno di interruzione. Il Presidente perde automaticamente la
carica qualora, esaurito il proprio periodo di consigliere prima della scadenza del mandato, non
viene riconfermato come consigliere. Il Vice Presidente sostituisce il Presidente, con gli stessi
poteri, in caso di sua assenza od impedimento. Il Vice Presidente dura in carica un anno ed è
rieleggibile.
TESORIERE E SEGRETARIO
Art. 24 – Compiti del Tesoriere
Il Tesoriere ha la responsabilità della custodia dei fondi della Sezione; ne tiene la contabilità,
conservandone ordinatamente la documentazione
.
Il Tesoriere dura in carica Tre anni e può essere
riconfermato.
Art. 25 – Compiti del Segretario
Il Segretario redige i verbali delle riunioni del Consiglio Direttivo, dà attuazione alle delibere
di questo organo e sovrintende ai servizi amministrativi della
Sezione. Il Segretario dura
in carica
Tre anni e può essere riconfermato.
COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI
Art. 26 – Composizione e durata
Il Collegio dei Revisori dei Conti è l’organo di controllo contabile e amministrativo della gestione
finanziaria, economica e patrimoniale della Sezione. E’costituito da tre componenti effettivi ed un
supplente, eletti tra soci di comprovata competenza e professionalità. Durano in carica tre anni e
sono rieleggibili. Il Collegio dei Revisori dei Conti elegge il presidente tra i propri componenti
effettivi, che dovrà essere iscritto – ricorrendo le condizioni di Legge – nell’albo dei Revisori
dei Conti, che ha il compito di convocare e presiedere le sedute del collegio: i componenti del
Collegio intervengono alle riunioni del Consiglio Direttivo sezionale, senza diritto di voto, e
partecipano alle sedute dell’Assemblea dei soci.
E’ compito dei Revisori dei conti:
- la verifica almeno trimestrale della contabilità sociale e della corretta amministrazione della
Sezione;
- l’esame del conto economico, del bilancio consuntivo e del bilancio previsionale della Sezione,
predisponendo apposita relazione da presentare all’assemblea dei Soci;
- il controllo collegiale od individuale degli atti contabili della Sezione e della sottoSezione;
- la convocazione dell’assemblea dei Soci nel caso di riscontro di gravi irregolarità contabili o
amministrative o di impossibilità di funzionamento del Consiglio Direttivo.
Delle proprie riunioni il Collegio dei Revisori redige verbale da trascrivere in apposito libro.
TITOLO IV
CARICHE SOCIALI
Art. 27 – Condizioni di eleggibilità
Sono eleggibili alle cariche Sociali i Soci con diritto di voto in possesso dei seguenti requisiti:
non abbiano riportato condanne per un delitto non colposo; siano soggetti privi di interessi
personali diretti o indiretti nella gestione del patrimonio Sociale; siano persone di capacità e
competenza per attuare e conseguire gli scopi indicati dallo Statuto e dal Regolamento generale del
Club Alpino Italiano, siano iscritti all’associazione da almeno due anni.
La gratuità della cariche esclude esplicitamente l’attribuzione e l’erogazione al Socio, al coniuge
o convivente, ai parenti entro il secondo grado, di qualsiasi tipo di compenso, comunque configurato
a partire dal momento della sua designazione ad una carica Sociale, durante lo svolgimento del
relativo mandato o attribuzione di incarico, nonché per almeno tre anni dopo la loro conclusione.
Non sono eleggibili alle cariche Sociali o candidabili ad incarichi quanti hanno rapporto di lavoro
dipendente con il Club alpino italiano o quanti intrattengono un rapporto economico continuativo con
le strutture centrali o territoriali del Club Alpino Italiano.
TITOLO V
COMMISSIONI, GRUPPI E SCUOLE
Art. 28 – Commissioni, Gruppi e Scuole
Il Consiglio Direttivo può costituire organi tecnici consultivi, commissioni e scuole, formati da
Consiglieri e/o Soci aventi competenza in specifici rami dell’attività associativa, determinandone
il numero di componenti, le funzioni, i poteri, specialmente definiti in un regolamento predisposto
dallo stesso Consiglio Direttivo.
Il Consiglio Direttivo può costituire gruppi
,
anche su richiesta di almeno venticinque soci
maggiorenni
,
aventi autonomia tecnico-organizzativa ed amministrativa in linea con le direttive
sezionali e degli eventuali Organi Tecnici Centrali/Organi Tecnici Periferici di riferimento del
Club Alpino Italiano. Tali gruppi operano secondo apposito regolamento approvato dal Consiglio
Direttivo, non hanno rappresentanza esterna né patrimonio autonomo, ma gestiscono direttamente le
risorse finalizzate dalla Sezione all’attività del gruppo stesso. E’ vietata la costituzione di
gruppi di non Soci.
Gli Organi Tecnici consultivi, le commissioni, le scuole e i gruppi possono essere sciolti in
qualunque momento dal Consiglio Direttivo.
TITOLO VI
SOTTOSEZIONI
Art. 29 – Costituzione
Il Consiglio Direttivo può, a norma e con le procedure previste dallo Statuto e dal Regolamento
Generale del Club Alpino Italiano, costituire una o più Sottosezioni; la sottosezione fa parte
integrante della Sezione agli effetti del tesseramento e del computo del numero dei delegati
elettivi all’assemblea dei delegati del Club Alpino Italiano. I Soci della Sottosezione hanno gli
stessi diritti dei Soci della Sezione. La Sottosezione dispone del grado di autonomia previsto
dall’ordinamento della Sezione, ma in ogni caso non intrattiene rapporti diretti con la struttura
centrale.
Ha un proprio ordinamento, che non può essere in contrasto con quello della Sezione e che è soggetto
all’approvazione, anche nelle sue modifiche, da parte del Consiglio Direttivo della Sezione.
TITOLO VII
PATRIMONIO
Art. 30 –Patrimonio
Il patrimonio sociale deve essere utilizzato, secondo le leggi vigenti, nel modo più opportuno per
il conseguimento delle finalità dell’Associazione. Il patrimonio potrà essere incrementato con
acquisti, lasciti e donazioni di beni mobili ed immobili pervenuti all’Associazione a titolo di
incremento del patrimonio, sopravvenienze attive non utilizzate per il conseguimento degli scopi
istituzionali. Il patrimonio Sociale è costituito da beni mobili ed immobili; da eventuali fondi di
riserva costituiti con l’eccedenza di bilancio; da qualsiasi altra somma che venga erogata da enti o
privati.
Le entrate Sociali sono costituite:
a) dalle quote associative annuali;
b) da rendite patrimoniali;
c) da contributi di persone fisiche e di persone giuridiche sia pubbliche che private;
d) da proventi, lasciti e donazioni non destinati ad incrementare il patrimonio;
e) da rimborsi derivanti da convenzioni;
f) da entrate derivanti da attività commerciali e produttive marginali;
g) da fondi pervenuti da raccolte pubbliche;
h) da ogni altra entrata compatibile con le finalità del C.A.I. e le Leggi sul volontariato.
I fondi liquidi che non siano necessari per le esigenze di cassa, devono essere depositati in un
conto corrente bancario o postale intestato alla Sezione stessa
.
Sono delegati al prelevamento dei
fondi il Presidente, il Segretario ed il Tesoriere; i prelevamenti potranno avvenire con la firma
congiunta di almeno Due dei delegati. I Soci non hanno alcun diritto sul patrimonio Sociale anche
nel caso di scioglimento e liquidazione dell’associazione
.
Gli utili e gli avanzi di gestione devono
essere reimpiegati per la realizzazione delle attività istituzionali. E’ vietata la distribuzione
fra i Soci, anche in modo indiretto o parziale ed in qualunque forma di utili, avanzi di gestione,
fondi riserve, quote del patrimonio dell’Associazione
.
TITOLO VIII
AMMINISTRAZIONE
Art. 31 – Esercizio Sociale
Gli esercizi Sociali si chiudono al 31 dicembre di ogni anno. Alla chiusura di ogni esercizio il
Consiglio Direttivo redige il bilancio che, unitamente alle relazioni del Presidente e del Collegio
dei Revisori dei Conti, devono essere presentati all’Assemblea dei Soci per l’approvazione. Il
bilancio reso pubblico mediante affissione all’albo sezionale per almeno quindici giorni antecedenti
l’Assemblea dei Soci, deve esporre con chiarezza e veridicità la situazione patrimoniale ed
economica della Sezione. Dal bilancio devono espressamente risultare i beni, i contributi ed i
lasciti ricevuti. In caso di scioglimento della Sezione, che comporta il contemporaneo scioglimento
della sottosezione, le attività patrimoniali nette, risultanti dalla liquidazione da farsi sotto il
controllo del Collegio nazionale dei revisori dei conti del Club Alpino Italiano, sono assunte in
consegna e amministrate per non più di tre anni dal Comitato Direttivo Regionale; dopo tale periodo
saranno devolute ad altre analoghe organizzazioni, secondo quanto previsto dalle norme statutarie e
regolamentari del Club Alpino Italiano e dalle Leggi sul volontariato. In caso di scioglimento di
una sottosezione, le attività patrimoniali nette, risultanti dalla liquidazione, da farsi sotto il
controllo del Collegio regionale dei revisori dei conti, restano immediatamente acquisite al
patrimonio della Sezione. I Soci della sottosezione mantengono la loro iscrizione alla Sezione.
TITOLO IX
CONTROVERSIE
Art. 32 – Tentativo di conciliazione
La giustizia interna al Club Alpino Italiano è amministrata su due gradi di giudizio: il primo a
livello regionale, il secondo a livello centrale. Il Collegio Regionale dei Probiviri è l’organo
giudicante di primo grado, il Collegio Nazionale dei
Probiviri è l’organo giudicante
di secondo
grado. Le controversie che dovessero insorgere tra i Soci o fra i Soci ed organi periferici,
relative alla vita Sociale, non potranno essere deferite all’autorità giudiziaria, né al parere o
all’arbitrato di persone o enti estranei al sodalizio, senza che prima vengano aditi gli organi
competenti a giudicare, secondo le norme procedurali stabilite dallo Statuto, dal Regolamento
Generale del Club Alpino Italiano e dal regolamento disciplinare, e non si sia esaurito nei suoi
possibili gradi l’intero iter della controversia relativa.
TITOLO X
DISPOSIZIONI FINALI
Art. 33 – Rinvio alle norme di Legge, del Volontariato e del Club Alpino Italiano.
Per tutto quanto non previsto dal presente statuto si applicano, se ed in quanto applicabili, le disposizioni delle Leggi e regolamenti vigenti, nonchè le disposizioni delle norme sul volontariato e dello Statuto e Regolamento del Club Alpino Italiano.
=.=.=.=
Letto,
confermato e
sottoscritto.
F.TO = TETTAMANZI EDOARDO o EDOARDO GIUSEPPE =
F.TO = GUGLIELMO PIATTI NOTAIO (L.S.) =